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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 01:44

Alta velocità, si prova a far risorgere la stazione della Media Etruria

Letta: «Importante per Umbria e Toscana». Si lavora ad aggiornamento studio di fattibilità abortito nel 2015

Un treno sulla linea AV

Prova a risorgere dalla ceneri del 2015 la stazione dell’Alta Velocità della Media Etruria, che dovrebbe servire anche una parte di Umbria. A parlarne è soprattutto la Toscana, oltreché il segretario del Pd Enrico Letta che, venerdì, intervenendo all’incontro Le infrastrutture in Toscana, motore della transizione ecologica, ha anche definito «importante la stazione cosiddetta Media Etruria sia per la Toscana che per l’Umbria». Dove collocarla resta, oggi come allora, il tema. Uno studio individuava cinque ipotesi Arezzo Rfi, Chiusi Rfi, Frassineto, Farneta e Chiusi Montallese, e l’Umbria indicò Arezzo come opzione migliore, tanto da inserirla nel Piano regionale sui trasporti 2014-2024 indicandone «la localizzazione a Sud di Arezzo, tra Rigutino e Olmo».

Si torna a parlare della stazione Media Etruria Nei giorni scorsi, poi, è stata La Nazione di Arezzo a riportare la posizione dell’assessore regionale della Toscana, Stefano Baccelli (nella foto in alto), secondo cui «la stazione dell’Alta velocità è sicuramente un’opportunità e il tavolo sul futuro della stazione Medioetruria si farà, perché c’è tutta l’intenzione di andare avanti in accordo con la Regione Umbria, raccogliendo le sollecitazioni che arrivano in queste ore per arrivare a una soluzione condivisa». La rotta prevede la partecipazione di Province e Comuni, oltreché di Trenitalia e Ferrovie, ma secondo Baccelli il ragionamento deve ripartire «dalla studio elaborato nel 2015 da Regioni, Università (Siena, Firenze e Perugia, ndr), Rfi per definire un percorso concreto che porti a un risultato». Lo studio di sette anni fa, però, va naturalmente aggiornamento, soprattutto per quanto riguarda i bacini di utenza e le opere infrastrutturali messe in cantiere in quei territori con il Pnrr e non solo.

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