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mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 18:43

Alluvione, quel paese passato alle Marche dimenticato da tutti ma non dagli umbri

Da Gubbio gli ultrà del calcio e la squadra di rugby per aiutare una popolazione che da sola prova a rialzarsi

©FABRIZIO TROCCOLI

di Fabrizio Troccoli

Al piano terra delle case del centro storico di Cantiano (Pesaro Urbino) la quota di allagamento è ancora evidente ben oltre i due metri di altezza. Il fango si sta indurendo e il lavoro per sgomberarlo continua senza interruzione. «Sono sola, vedi qualcuno?», dice a Umbria24 la signora Cristina alle prese con la pala e il tubo dell’acqua, aggiungendo: «Per fortuna i volontari, non fosse stato per gli ultrà di Gubbio stavo ancora sommersa dal fango».

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Alluvione, a Cantiano solo l’aiuto degli umbri Qui in diversi raccontano che l’Esercito è arrivato soltanto venerdì mattina e chiaramente lo sforzo dei militari è comunque dedicato alle infrastrutture più importanti, come ponti e strade. Lamentano di non essere ascoltati da chi di dovere gli abitanti di Cantiano che, con enorme sacrificio, stanno provando a portare via tonnellate di fango, «ma c’è bisogno di ruspe, camion e altri mezzi, perché da soli non ce la facciamo». A due passi dalla piazza di Cantiano, i proprietari di una birreria, insieme ad altre persone, si sono adoperati per offrire un piatto di pasta a tutti i volontari che stanno arrivando da ogni parte d’Italia a dare il loro contributo. Dalla vicina Gubbio, città che con Cantiano condivide ancora la stessa diocesi, ma in passato erano addirittura nello stesso comune, sono arrivati in tantissimi, anche la squadra del rugby e gli ultrà del Gubbio calcio, ma anche da Perugia, Scheggia, Costacciaro, Gualdo Tadino e altre zone dell’Umbria.

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