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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:43

Alluvione in Umbria, primi aiuti per 300 mila euro. Interventi urgenti su 100 km di torrenti

Fondi di bilancio della Regione in attesa dello stato d’emergenza, Melasecche: «Servono milioni per rifare argini e ponti»

©Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

Un centinaio di chilometri di corsi d’acqua su cui intervenire con urgenza e 300 mila euro di bilancio “bloccati” nel bilancio regionale per poter ristorare i cinque Comuni umbri colpiti dall’alluvione, che dovranno presentare formale richiesta per vedersi rimborsate le spese sostenute in questa fase. Contestualmente la giunta ribadisce che anche in Umbria «ci sono le condizioni per una richiesta dello stato di emergenza nazionale» in conseguenza dell’evento che ha colpito la zona dell’Alto Chiascio, oltreché le Marche, il 15 settembre scorso. Un passaggio, questo del riconoscimento da parte del Governo dell’emergenza, fondamentale per reperire fondi adeguati alla messa in sicurezza dei torrenti che hanno rotto gli argini.

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Alluvione, primi aiuti per 300 mila euro dalla Regione Questo emerge al termine della seduta straordinaria di Palazzo Donini nell’ambito della quale è stato deciso di anticipare con fondi di bilancio regionale gli aiuti da destinare ai Comuni di Scheggia e Pascelupo, Pietralunga, Costacciaro, Gubbio e Montone, in attesa che il Governo dichiari l’emergenza. Sarà poi la stessa Regione, una volta ricevute le richieste dai cinque Comuni, anche se per ora non viene escluso che altri municipi oltre i cinque possano avanzare istanza, ad assegnare le risorse in base alle disponibilità di bilancio. Attualmente il tesoretto è di 300 mila euro, a cui comunque si sommano le risorse che Provincia di Perugia e Anas stanno approntando per intervenire sulle strade di propria competenza.

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«Estrema gravità» per tre torrenti Sorvegliati speciale, naturalmente, i corsi d’acqua dell’Alto Chiascio per i quali il Servizio regionale competente è stato incaricato di «attivare interventi urgenti per il ripristino delle condizioni di sicurezza al fine di garantire la corretta regimazione». In particolare, spiega una nota dell’ente, la ricognizione ha confermato una «situazione di estrema gravità» sul torrente Carpinella, che al momento è «quasi completamente ostruito» per una lunghezza di 19 km; torrente Carpina, dove sono state rilevate «gravi ostruzioni a tratti» per una lunghezza di 28 km; torrente Assino che presenta «frequenti ostruzioni» per una lunghezza di 24 chilometri. Tuttavia criticità si rilevano anche sul Sentino, Burano, San Donato e Fosso della Pezza. Si tratta di torrenti che attraversano, oltre ai cinque comuni più colpiti dall’alluvione, anche Umbertide, Sigillo e Gualdo Tadino.

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Melasecche: «Servono milioni» In questo senso, è la stessa Regione «ipotizza di dover intervenire su una lunghezza di corsi d’acqua pari a circa 100 chilometri». I sopralluoghi per la verifica e la quantificazione esatta dei danni sono tuttora in corso, ma nel frattempo per far fronte alle prime immediate necessità sono stati attivati alcuni interventi di somma urgenza affidati all’Agenzia forestale regionale (Afor), ma «è chiaro – ha detto Melasecche a Umbria24 – che occorrono milioni di euro per gli interventi strutturali sui fiumi dove dovremo ricostruire il letto, consolidare e ricostruire gli argini, mettere gabbionate, rifare i ponti pedonali saltati, anche per evitare che a un prossimo nubifragio ci si ritrovi daccapo».

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Lo stato di emergenza Risorse così ingenti, è evidente, potranno arrivare solo con la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Governo «e stiamo lavorando – ribadisce l’assessore – a una relazione circostanziata e complessiva, nella quale vengono riportati i dati caratteristici dell’evento e il perimetro delle aree umbre maggiormente colpite, con una prima stima sommaria dei danni subiti», dice Melasecche, ribadendo la necessità «di portare in approvazione la legge regionale sulla Protezione Civile, a cui lavoro da un anno e mezzo, che divide i fenomeni in tre categorie: quelli che per intensità e ampiezza interessano molti comuni e/o più regioni, quindi coperti dalla dichiarazione di emergenza nazionale; quelli di competenza regionale che riguardano più comuni; e, infine, quelli limitati a un solo comune».

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A Gubbio si liberano i ponti dai detriti Da Gubbio, lunedì mattina, il Comune conferma «la compromissione delle strade a causa di smottamenti, frane ed erosioni del manto stradale», ma anche della «otturazioni dei chiavicotti stradali e per lo sradicamento di alberi». Molte energie sono tuttora dedicate «ad alcune zone di Gubbio a ridosso di torrenti, in particolare del torrente Burano, del torrente San Giorgio e dei suoi affluenti, dell’Assino e del Torrente San Donato, che sono state colpite anche da una grande ondata di piena che ha causato numerosi danni alle abitazioni». In queste le autorità sono impegnate «a Camporeggiano e San Bartolomeo per liberare i ponti dai detriti e nel contempo si sta procedendo al ripristino delle strade, in modo da garantire la riapertura delle vie di comunicazione». Contestualmente si sta lavorando sul torrente San Donato «dove gli argini si sono erosi o assottigliati in alcuni punti». Nel dettaglio, giovedì notte «ha esondato il Burano, causando notevoli danni alle auto, agli edifici, alle linee elettriche e a quelle telefoniche». I sopralluoghi del giorno seguente hanno costretto ad «allontanare per sicurezza dalla propria abitazione una persona, a cui i servizi comunali hanno naturalmente garantito una sistemazione». Per segnalazioni di danni, disagi e interventi e per avere informazioni si può contattare sia l’Urp, negli orari di ufficio, allo 075 923 7366/253, sia i vigili urbani anche negli orari extra ufficio, fino alle 20, allo 075 927 3770.

Aiuti dall’Umbria a Senigallia All’alba di lunedì, 25 volontari della Protezione civile sono partiti all’alba di lunedì per portare rinforzi a Senigallia (Ancona) dove i danni dell’alluvione sono ancora visibili. La colonna mobile ha lasciato Foligno alle 6.30 portando con sé quattro idrovore per liberare dall’acqua gli immobili ancora allagati dopo l’alluvione di giovedì sera, un autocarro ribaltabile con gru, due pale meccaniche, due torri faro e una cisterna piena di gasolio. I volontari umbri che si sono messi a disposizione dell’emergenza marchigiana fanno parte dei gruppi comunali di Marsciano, Orvieto e Gubbio, ma anche della Rosa dell’Umbria (Todi), del gruppo Valnestore (Piegaro), dell’Albatros (Stroncone) e del gruppo Valnerina (Cascia). Ad accompagnarli due funzionari della Protezione civile della Regione Umbria, che coordineranno l’intervento. L’invio della colonna mobile, spiega una nota di Palazzo Donini, è «avvenuto in accordo con il Dipartimento di Protezione civile nazionale e in risposta all’appello lanciato dalle autorità di Senigallia», ma soprattutto dopo aver risposto alla «necessità prioritaria di intervenire nelle situazioni di emergenza causate dalle improvvise e copiose precipitazioni nei territori umbri, che aveva finora impedito di andare ad aiutare le comunità marchigiane» è scritto in una nota della Regione.

 

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