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venerdì 30 settembre - Aggiornato alle 23:41

Alluvione, giovedì la richiesta di stato di calamità. Segnalazioni di danni da dieci Comuni umbri

La relazione sarà inviata dalla Regione alla Protezione civile. Gubbio, il M5S chiede spiegazioni «sugli inaccettabili ritardi degli aiuti»

Alluvione a Pietralunga © Fabrizio Troccoli

La Regione farà partire giovedì la richiesta di stato di calamità per i territori umbri colpiti dall’alluvione. Lo farà al termine di un incontro operativo fra tutti gli uffici interessati. A darne notizia è l’assessore regionale alla Protezione civile Enrico Melasecche. Gli uffici regionali – è stato reso noto – stanno raccogliendo tutte le segnalazioni di danni e degli interventi fatti in questi giorni nelle operazioni di emergenza che andranno a comporre la relazione che sarà inviata al Dipartimento nazionale della Protezione civile. Melasecche ha avuto un colloquio telefonico con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, per informarlo sulla situazione e sullo stato degli interventi operati fino a mercoledì.

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Dieci Comuni La Regione ha reso noto che sono dieci i Comuni che, al momento, hanno fatto pervenire le proprie segnalazioni: Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Gubbio, Costacciaro, Montone, Città di Castello, Sigillo, Monte Santa Maria Tiberina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Nella relazione che sarà inviata – sottolinea una nota l’Assessorato alla protezione civile – saranno presi in considerazione tutti gli interventi di emergenza di questi giorni. Quelli necessari strutturali per ridurre al massimo il rischio idrogeologico saranno invece definiti successivamente, tenendo conto anche delle risorse finanziarie che l’Umbria potrà avere a disposizione. Gli uffici della Protezione civile regionale continuano comunque a raccogliere tutte le segnalazioni che giungono dai territori colpiti, anche quelle di singole imprese e cittadini. Queste vengono successivamente inoltrate agli enti e agli uffici competenti. Proseguono anche le attività della colonna mobile della Protezione civile umbra, che da giorni sta operando a Senigallia, con anche la partecipazione dei volontari di Foligno e di Monteleone di Orvieto che si sono aggiunti alle squadre già presenti. A tutti è giunto «il ringraziamento della Regione per la preziosa attività che stanno svolgendo a favore della popolazione colpita».

PIETRALUNGA IN GINOCCHIO DOPO L’ALLUVIONE

Il M5S Intanto dal Movimento 5 stelle il capogruppo in consiglio regionale Thomas De Luca e il consigliere comunale di Gubbio Rodolfo Rughi chiedono conto alla Regione degli «inaccettabili ritardi degli aiuti alle popolazioni colpite dall’alluvione; intere famiglie – dicono – sono state lasciate sole a spalare fango». «Sei giorni dopo la richiesta scritta del Comune di Gubbio, inviata l’indomani del disastro, di un intervento diretto della Regione Umbria per un supporto attraverso “operai e mezzi per affrontare la situazione emergenziale” non c’è stato alcun riscontro».

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Gubbio Il M5S ha diffuso un video in cui alcuni residenti delle frazioni di Santa Maria di Burano e San Bartolomeo spiegano che «dopo cinque giorni a Gubbio non si è visto nessuno». «Abbiamo visto e documentato personalmente nella giornata di ieri – scrivono i due pentastellati – intere famiglie continuare a spalare fango e detriti in totale solitudine per liberare case e aziende, con il solo supporto dei volontari della Protezione vivile comunale e dei vigili del fuoco. Fossi e torrenti sono ostruiti da montagne di tronchi e sassi, ci sono aree ancora oggi inaccessibili su cui è stato impossibile appurare eventuali situazioni di rischio idrogeologico che con prossime precipitazioni, anche modeste, potrebbero causare ulteriori danni. Pezzi di strade e ponti distrutti per le frane, attività che oltre al valore economico rappresentano la vita e il punto di riferimento di una comunità. Cantine, rimesse, dispense totalmente da ricostruire.

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In consiglio Lunedì il Comune ha nuovamente reiterato la proposta parlando di «problematiche di stabilità su ponti e muri», «frane diffuse lungo le strade «presenza di grandi quantità di tronchi», «problematiche di recupero materiali e pulizia di locali privati». «In questa situazione di emergenza l’Afor – concludono – continua a effettuare interventi solo ed esclusivamente laddove questi siano già coperti da provvidenze dei bilanci comunali, con un’ingessatura insostenibile in questo momento di emergenza. Pretendiamo di sapere che cosa è successo in queste ore e sin dal prossimo consiglio regionale chiederemo conto delle azioni verso il governo nazionale da parte della presidente Tesei».

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