Primo giorno di attività della sala ibrida con il dottor Fiore Ferilli che ha eseguito i primi due interventi su aneurisma dell’aorta toracica addominale. Il nuovo spazio tra i più tecnologicamente avanzati su tutto il territorio nazionale, è entrato in funzione prima ancora del taglio del nastro, avvenuto alla presenza del presidente della Regione Fabio Paparelli e l’assessore alla sanità Antonio Bartolini. I due esponenti politici hanno assicurato la massima attenzione di Palazzo Donini sul nosocomio ternano e annunciato importanti novità: «Due saranno di carattere internazionale – dice senza entrare nel dettaglio il governatore umbro -; l’altra riguarda l’obiettivo di porre sotto la direzione del Santa Maria le due strutture ospedaliere di Narni e Amelia per garantire una separazione sempre più netta tra alta e bassa specialità». Questa e altre iniziative avviate con l’azienda sanitaria territoriale sono tese tra le altre cose ad eliminare il problema di lunghe liste d’attesa.
La nuova sala ibrida Con due sale, due angiografi, un consolle di comando e una sala multimediale, l’equipe del dottor Fiore Ferilli (direttore della Chirurgia vascolare e responsabile del dipartimento cardio-toraco-vascolare di Terni) ha eseguito i primi due interventi per aneurisma dell’aorta addominale e toracica con tecnica mininvasiva in sala ibrida. Quella di Terni è una delle 20 più moderne e funzionali sale operatorie italiane che ha richiamato l’attenzione e ha fisicamente riunito a Terni, anche pochi mesi fa, un pool di esperti del settore provenienti da tutta Italia, consapevoli dei nuovi importanti scenari che questo traguardo tecnologico apre alla chirurgia di alta specialità per il trattamento di casi complessi che interessano chirurgia vascolare e cardiochirurgia, radiologia interventistica e neuro-angioradiologia, neurochirurgia, ortopedia, urologia e chirurgia toracica. L’investimento complessivo vale oltre 1,2 milioni di euro.
Commissario straordinario ospedale Terni «Si tratta di un traguardo molto importante, realizzato grazie a un finanziamento della Regione che ha creduto in questo progetto di cambiamento – sottolinea il commissario straordinario Maurizio Dal Maso – ed è un nuovo esempio di come l’innovazione tecnologica in ambito sanitario possa non soltanto supportare in modo efficace i processi amministrativi ma anche trasformare in modo radicale i processi clinico-assistenziali. In particolare la sala ibrida proietta l’ospedale di Terni verso nuovi modelli di cura, sia perché è per definizione un sala multidisciplinare, sia perché richiede la capacità di trasformare le potenzialità del cambiamento tecnologico anche in termini organizzativi, a favore del miglioramento della efficienza del sistema sanitario, in una logica di sostenibilità e di costante miglioramento del livello di salute della popolazione». Se prima per operazioni del calibro di quelle che si eseguono in sala ibrida era necessario il passaggio in rianimazione per due giorni, oggi nel giro di tre giorni il paziente è fuori dall’ospedale.
Fiore Ferilli «In un momento come questo, in cui è sempre più difficile conciliare, soprattutto in sanità, la necessità di operare tagli alla spesa pubblica con le innovazioni tecnologiche, quello che festeggia oggi la città di Terni – dice il dottor Fiore Ferilli, direttore della Chirurgia vascolare e responsabile del dipartimento cardio-toraco-vascolare di Terni – è un piccolo miracolo di provincia, che vede protagonisti la direzione aziendale, amministratori regionali e operatori sanitari lungimiranti che hanno condiviso insieme a me questo progetto così importante. Questa sala operatoria e angiografica potrà consentire di effettuare interventi di chirurgia vascolare estremamente delicati per patologie dell’aorta toracica addominale e degli arti inferiori in maniera mininvasiva, con estrema precisione e in sicurezza per il paziente e gli operatori. Ma potrà essere utilizzata anche da altre specialità quali la cardiochirurgia, in particolare per le sostituzioni valvolari, l’emodinamica per procedure complesse, la neurochirurgia, la radiologia interventistica, l’ortopedia per le protesizzazioni di alta precisione, e tutte le metodiche che vengono eseguite mediante navigazione all’interno dei vasi».
La mensa e l’elisuperficie L’inaugurazione della sala ibrida è stata lìoccasione per fare il punto su criticità persistenti, dalla climatizzazione all’elisuperficie fino al delicato caso mensa. «Quello dei condizionatori non è un problema – afferma Dal Maso – stiamo facendo via via il possibile per migliorare la situazione». Quanto all’atterraggio d’emergenza di domenica pomeriggio, l’assessore Bartolini: «Non sottovalutiamo questo aspetto, valuteremo come meglio organizzare gli spazi per garantire la presenza di una pista per elicotteri che trasportano pazienti intanto il plauso a tutti per quanto avvenuto giorni fa perché pur in emergenza tutto è andato per il meglio». Sul caso mensa, per l’ospedale la riapertura resta un tabù: «Noi siamo parte lesa – ribadisce Dal Maso -. L’Usl ci faccia sapere quali sono i tempi». E Bartolini: «Nessuno sconto, ho chiesto che vengano attivate tutte le sanzioni possibili per gli inadempimenti fino alla risoluzione contrattuale con la ditta che eroga il servizio se ci sono gli estremi». In corso pulizie straordinarie dei locali chiusi dell’Usl.
