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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 12:33

Allarme sanità a Orvieto, sindacato: «Fino a due anni di attesa per una visita»

La denuncia di Fp Cgil:«Mirabolanti progetti, ma nel frattempo disagi per i cittadini sempre più forti»

«Progetti mirabolanti che cozzano con la realtà. È la situazione che stanno vivendo ad Orvieto sulla questione sanità». L’Sos arriva dal sindacato Fp Cgil di Terni che denunciano come, pur se la Regione prosegue sulla strada dei progetti, ci sono problemi gravi e attuali da dover risolvere quanto prima. Si va dalle liste d’attesa interminabili che costringono i cittadini a rivolgersi al privato. Al personale precario o carenza di personale. «Per una visita in Neuropsichiatria infantile un bambino con problemi di linguaggio deve aspettare quasi due anni». Fino al problema della carenza di medici di medicina generale.

Mirabolanti progetti «Domani ad Orvieto i vertici della Regione, presidente Tesei in testa, e della sanità umbra illustreranno i mirabolanti progetti che verranno realizzati nel presidio ospedaliero cittadino e nei servizi territoriali del distretto. Nel frattempo, però, la sanità del territorio continua a perdere pezzi e i disagi per i cittadini  dell’Orvietano sono sempre più forti». Così in una nota Giorgio Lucci, segretario generale della Fp Cgil della provincia di Terni.

Problema liste di attesa «Nonostante i proclami e le rassicurazioni della Usl, della Regione e della sindaca – scrive Lucci – il problema delle liste d’attesa per le visite ambulatoriali specialistiche non è stato risolto. Per avere una visita in tempi dignitosi le cittadine e i cittadini sono obbligati a rivolgersi ai professionisti che operano in intramoenia o direttamente alle strutture private, il cui numero nel corso di questi ultimi tre anni è improvvisamente aumentato sul territorio. Il Pronto Soccorso poi – prosegue il segretario Fp – è ancora in attesa dei lavori di ammodernamento, annunciati circa due anni fa e mai iniziati».

Personale precario La Fp Cgil torna a chiedere se il personale precario verrà stabilizzato o se si continuerà a ridurre gli organici e quali azioni si stanno portando avanti per ‘rendere attrattivo questo territorio per i medici specialisti’. «Il servizio di Neuropsichiatria Infantile è ormai in cronica sofferenza – continua Lucci – per la prima visita con il neuropsichiatra un bimbo con problemi del linguaggio, per esempio, deve aspettare quasi due anni e non essendoci strutture convenzionate sul territorio, le famiglie sono costrette a ricorrere al privato per la diagnosi e per il successivo trattamento». «Il Centro di Salute Mentale – aggiunge il sindacalista – come annunciato, rimarrà chiuso tre pomeriggi alla settimana e anche il sabato. La Usl 2 dice che è stata una scelta obbligata per la mancanza di medici (noi lo avevamo segnalato già a marzo), ma cosa si è fatto per evitare questo disastro? Gli utenti e le loro famiglie a chi si dovranno rivolgere nel bisogno? Proprio adesso – rimarca Lucci – che i disturbi mentali, soprattutto nei giovani, sono in aumento».

Continuo depotenziamento dei servizi C’è poi il problema della mancanza dei medici di Medicina Generale e c’è l’hospice per persone affette da malattie in fase terminale, annunciato circa due anni fa, ma sul quale non si hanno notizie concrete. «La lista potrebbe continuare – conclude Lucci – perché a questo territorio in questi anni sono state fatte molte promesse, quasi mai mantenute. Forse erano spot elettorali, propaganda, dato che per ora si è visto solo un progressivo e continuo depotenziamento dei servizi sociosanitari a favore di una crescita della sanità privata. La Fp Cgil valuterà e vigilerà sui programmi e i progetti per il potenziamento dei servizi territoriali ed ospedalieri di Orvieto che verranno annunciati e promessi nell’incontro del 29 novembre».

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