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lunedì 16 maggio - Aggiornato alle 19:36

Allarme droga a Terni, attenzione ai giovani: «Sui social offerte di morte quotidiana»

Dipendenze e disagio sociale sul tavolo della Commissione regionale d’inchiesta: aumentano le richieste di aiuto

di M.S.G.

Allarme cocaina, a farne uso sempre più giovani dai 14 anni «o meno», aumento di presenze al SerD del 20 per cento, problema ‘prezzi bassi’ delle sostanze ed enorme diffusione di informazioni sul web. Continua ad allarmare l’uso di droghe tra i ragazzi e il disagio sociale e la città di Terni è finita un’altra volta nel mirino. Questi sono i temi trattati venerdì mattina nella sede ternana dell’Arpa in una riunione della Commissione regionale d’inchiesta che ha voluto ascoltare gli operatori che vivono questo problema ogni giorno per poter redigere un piano regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno.

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Droghe anche online All’incontro sono intervenuti tra gli altri Alberto Liguori, procuratore della Repubblica di Terni, Giovanni Rossi, procuratore della Repubblca del tribunale dei minori di Perugia, Sonia Biscontini, responsabile dipartimento dipendenze Usl Umbria2, Marco Cuccuini responsabile del SerD di Terni, Padre Stefano Tondelli della Caritas Terni Narni Amelia, Donatella Accardo dirigente della direzione Welfare Comune di Terni e Giampaolo Nicolosi della Comunità incontro. Il primo a intervenire Alberto Liguori: «C’è una stasi che regna sovrana. Dalle vicende di overdose che hanno sconvolto Terni  – riferendosi alla morte di Falvio e Gianluca – sono passati due anni e non mi pare che da allora siano piovute iniziative da queste amministrazioni. Indignazione e preoccupazione il giorno dopo ma poi? Noi genitori nel terzo millennio non abbiamo tempo di ascoltare i nostri giovani e intanto i social tra droghe leggere, droghe nuove e droghe plastiche fa un offerta di morte quotidiana». Occhi puntati sui ragazzi: «Dobbiamo riempire gli spazi vuoti dei nostri giovani con proposte – riprende Liguori -. I soldi che riusciamo a recuperare potrebbero essere reinvestiti nelle politiche giovanili».

Terni a rischio Liguori ha anche risposto sulle motivazione per cui la città di Terni è così esposta al mercato della droga: «Perché tanta droga nel Ternano soprattutto indirizzato ai giovani? Terni ha una logistica schiacciata tra Orte e Orvieto. Roma vede Terni come un suo quartiere a nord, è di facile accesso autostradale, vicina ad Orvieto e poi da Terni si smista verso Ancona e le Marche. Sto parlando di cose finite sui giornali quindi senza violare segrete istruttori ma tutto ciò che è nero non passa sulla stampa». Poi ha lanciato l’allarme delle pene: «Sono molti i giovani che per avere una dose la cedono a terzi. A Terni abbiamo trovato assuntori e spacciatori con una età media di 15 anni ma ad un minore puoi fare poco. La raccomandazione di non farlo più se ha 18 anni sospensione della patente. Poca cosa considerando che in una settimana facciamo 250 sessioni. Li conosciamo solo quando trascendono in fatti di cronaca. I giovani poi sono sempre più esperti di sostanze. Hanno una ‘dimestichezza da chimico’ da mettere in difficoltà anche operatori di polizia Giudiziaria che sono specialisti».

Le responsabilità «Veniamo ora alle responsabilità – ha spiegato Liguori –  per fare un esempio di come viene trattato uno spacciatore. Quando viene colto in fragranza di reato si arresta si fa un processo per direttissima che si conclude con il ‘mercato delle pene’. Cioè un patteggiamento e contestuale liberazione di quello spacciatore. Chi non riesce ad avere patteggiamento finisce al giudizio ordinario che dura 2 o 3 anni dopo di che non si nega a nessuno una proposta terapeutica e in questo caso arriva  a 7-8 o 10 anni dopo il primo arresto. Quindi si trova a gestire la sua problematica dopo 10 anni quando ormai si è cronicizzata. Anche l’affidamento terapeutico domiciliare dove la persona ha la diritta gestione in autonomia del metadone che viene rilasciato dal SerD è una possibilità. Ma vi ricordo che chi ha venduto metadone a Flavio e Gianluca era proprio uno di questi. Accedeva al SerD di Terni da 19 anni, precisamente dal 2001 utente a carico del contribuente eppure quel signore era stato ritenuto affidabile ma offriva metadone ai giovani a 15 euro perché lui aveva bisogno di cocaina e altro. In qualche modo – ha tuonato il procuratore – siamo anche noi corresponsabili della morte di Flavio e Gianluca».

Recupero «Nelle carceri italiane – spiega ancora Liguori – transitano ogni anno 36mila persone, 18.000 assuntori di droga e la maggior parte transita senza una proposta terapeutica, abbandonati nelle celle ad ingolfare le carceri. Io ho fatto una proposta in commissione giustizia al Senato oggi le sentenze definitive vengono gestite con le misure alternative al carcere per alcuni reati puoi chiedere di andare agli arresti domiciliari ma per i 10.000 giovani che transitano non sarebbe meglio parlare di sanzioni invece di mandarli subito al SerD o in comunità? L’assassino di Flavio e Gianluca è stato condannato a 7 anni e due mesi. Di questi 7 anni e due mesi a luglio 2022 avrà già scontato 2 anni gli rimangono 5 anni e il regolamento prevede, quando le pene sono inferiori a 5 anni, il recupero. Quindi presto tornerà a quel SerD dove era militato per 20 anni, giustizia è fatta?».

Un sistema che non funziona Secondo Rossi Giovanni, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Perugia, «l’incipit è che questo sistema non funziona. I giudici dovranno cambiare mentalità, il carcere non produce nulla». «Il problema droga c’era anche 25 anni fa  – ha poi ricordato – ma non così diffuso, la differenza la sta facendo il web». Focus anche sul tipo di sostanze: «C’è meno eroina e più cocaina e dal punto di vista giudiziario il fenomeno è sottostimato. Un reato diffusissimo è quello del piccolo spaccio». Ha poi concluso il suo intervento con un appello: « Bisogna essere tutti uniti, uscire da questo clima di campagna elettorale e puntare su lavoro socialmente utile. Non può il SerD essere lasciato da solo. La politica deve prendersi le sue responsabilità».

Alcool, gioco d’azzardo e dipendenze tecnologiche Non solo cocaina ma alcool, cannabis, dipendenze tecnologiche e gioco d’azzardo. A portare all’attenzione queste problematiche Sonia Biscontini, responsabile del dipartimento dipendenze Usl Umbria2 .«Tra le sostanze più utilizzate alcol, cocaina e cannabis. Nel 2015 è esploso anche il gioco d’azzardo anche se con il lockdown apparentemente si è frenato e c’è stato un calo del fenomeno. L’aspetto preoccupante ora è l’accesso ai servizi per disturbi mentali che sta aumentando progressivamente e sta diminuendo l’età del primo accesso. Abbiamo minori di 13 anni o meno. Poi le dipendenze tecnologiche. Si tratta di ragazzi con difficoltà relazionali hanno iniziato a interagire solo con la tecnologia. Fondamentale è che le varie professionalità si trovino a discuter intorno a un tavolo e sviluppare un accompagnamento sul territorio, soprattutto per i minori».

Il SerD di Terni A dare i numeri ci ha pensato Marco Cuccuini Responsabile del SerD di Terni: «Ad accedere sempre più giovani. A Terni in controtendenza nazionale regna l’eroina. Dal 2017 gli utenti sono aumentati del 20 per cento e un aumento costante negli anni nel 2021, 24 per cento nuovi utenti 14 per cento di reingressi e 62 per cento di utenti già in carico. L’86 per cento di questi sono italiani, il 21 per cento vive con i genitori e il 56 per cento ha un titolo di studio di scuola media inferiore. Indice che la scolarizzazione in un certo senso protegge». Il SerD è un servizio gratuito che non ha nemmeno bisogno di molta burocrazia basta suonare per essere aiutati. Ora aiuta anche i giovani con il progetto 2.0 in cui sono attualmente in cura 80 ragazzi dai 14 ai 25 anni. Ma l’allarme è sui numeri del personale. «Non ci sono abbastanza operatori per far fronte all’aumento di richieste».

Cuore del problema Ed è anche la burocrazia che spesso ostacola come ha sottolineato Padre Stefano Tondelli, direttore della Caritas di Terni-Narni-Amelia: «Bisogna sburocratizzare e stare a contatto con le situazioni. Parlando con un ispettore del carcere di Terni mi ha raccontato che la maggioranza dei carcerati  vengono principalmente da tre quartieri. Perché non si interviene li con un ispettore di quartiere? Si è poi parlato di aumento dei giovani – ha concluso Tondelli – ma se lo rapportiamo a una diminuzione di natalità il problema è preoccupante».

Servono linee guida Giampaolo Nicolasi invece nel suo intervento ha fatto una vera e propria provocazione: «In Umbria non abbiamo linee guide per i minori tossicodipendenti. Faccio un esempio: una famiglia viene chiamata oggi per una overdose del figlio 15 enne. Dopo un’ora il ragazzo va a casa perché non ci sono posti nei reparti psichiatrici, non ci sono rems in Umbria e non ci sono linee guida per poter aprire comunità di minori. Noi come comunità incontro siamo disponibili a fornire 10 posti letto per minori. Sarebbe opportuno l’invio presso strutture specializzate tramite equipe multidisciplinare perché il ragazzo va guidato: lui e la famiglia. Il consiglio regionale questo può farlo. Noi ora gestiamo questi problemi in carcere ma il carcere ha un costo di 500 euro al giorno per mantenere un detenuto, una struttura di recupero ne costa 60. Abbiamo 500 euro ma non ne abbiamo 60? Di Flavio e Gianluca purtroppo in giro ce ne sono ancora tanti. A mio avviso serve un unico protocollo un coordinamento da parte delle regioni».

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