giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 18:00

Agenzia delle entrate, lavoratori umbri sul piede di guerra: dichiarato stato di agitazione

Dalle carenze di personale alle posizioni organizzative, tanti i problemi sul tavolo. La prossima settimana via alle assemblee

L'Agenzia delle entrate di Perugia

«Gravissime carenze di personale» che, a fronte dell’aumento dei volumi di produzione, porta a carichi di lavoro definiti «insostenibili». È questo uno dei motivi principali che ha portato i lavoratori dell’Agenzia delle entrate a dichiarare lo stato di agitazione. La prossima settimana, annunciano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsalunsa e Flp, ci saranno le assemblee del personale della Direzione regionale dell’Umbria e delle Direzioni provinciali di Perugia e di Terni, che culmineranno in una ulteriore assemblea giovedì 23, in concomitanza in tutti gli uffici d’Italia e in vista della manifestazione a Roma, programmata il prossimo 6 febbraio con presidio dinnanzi al Ministero delle Finanze.

I problemi I lavoratori parlano di «condizioni di estrema difficoltà» causate da una lunga serie di criticità. In primis ci sono le carenze di personale, che portano a non garantire una qualità idonea dei servizi né di attuare «la lotta all’evasione che il Governo afferma di voler perseguire»; oltre a ciò i sindacati lamentano il deficit di risorse da destinare al salario accessorio (erogato, quando ciò avviene, con «cronici ritardi») e, in generale, «difficoltà organizzative che renderebbero necessari investimenti economici e finanziari e interventi regolamentari e contrattuali, aggravate dall’assenza di un direttore dell’Agenzia e della sostanziale inoperatività del Comitato di gestione». Da ultimo, i lavoratori chiedono certezze anche riguardo le pre-intese e gli accordi raggiunti sulle posizioni organizzative e di responsabilità.

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