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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:44

Affitti a Perugia, esperto agli studenti: «Le case ci sono, ma non in centro. Chiedete troppi monolocali»

Dalla Borsa immobiliare confermano domanda alta: «Ora ci si può solo accontentare di un alloggio non ottimale e temporaneo»

Un condominio (foto Jon Flobrant)

di Letizia Biscarini

Non mancano le case a Perugia, ma il problema è la saturazione delle zone a maggiore interesse universitario. Lo dice la Borsa immobiliare con Marcello Bambagioni, presidente del Comitato di listino regionale, che se da un alto conferma l’aumento di domanda, dall’altro suggerisce agli studenti: «Almeno per quest’anno cercate in zone non immediatamente limitrofe alle vostre facoltà. L’anno prossimo cambierete».

CAOS AFFITTI, GLI STUDENTI ALLA REGIONE «BONUS E PIÙ COLLEGI»

Effetto elastico Dopo la riduzione della domanda negli anni passati a causa della pandemia e della didattica a distanza, si è tornati alla vita normale e anche i fuori sede hanno cominciato a riversarsi nel capoluogo umbro in cerca di una casa per l’anno accademico. Tuttavia, quest’anno, la situazione affitti sembra essere terribilmente complicata. Gli studenti denunciano di non trovare case disponibili, ma la Borsa immobiliare non è di questo avviso: «Quest’anno abbiamo rilevato un consistente aumento della domanda di locazione, ma – spiega Bambagioni – le case a Perugia ci sono e semmai il problema è come si è andata a configurare la domanda». Tecnicamente gli esperti lo definiscono ‘effetto elastico, ovvero «molti ragazzi hanno cominciato a cercare casa già da giugno e fino ad agosto, tuttavia i corsi a numero chiuso e programmato hanno definito le graduatorie solo in questi ultimi giorni e chiaramente ora ci sarà una nuova ondata di richieste di locazione, ma la prima scelta è ormai già andata».

Problemi di zone Secondo il presidente, il problema principale non è quindi la mancanza di case, ma le zone in cui queste sono disponibili. «È ovvio che uno studente fuori sede, di solito non automunito, cerchi casa in prossimità del proprio dipartimento – dice Bambagioni – ma quelle abitazioni sono state già prese da chi si è mosso durante l’estate. Case da locare ce ne sono, sono solo un po’ fuori zona. Chiaramente, anche i prezzi seguono questa logica: se in centro i prezzi si sono alzati, abbiamo opportunità di locazione di mini-appartamenti anche a 200 euro, ma sono a 20 km. Se uno non ha la macchina, diventa complicato».

IL PROFILO DELL’AFFITTUARIO: GIOVANE, STUDENTE O LAVORATORE E SINGLE

Convivenza e servizio pubblico Altre due problematiche che la Borsa immobiliare rileva, sono l’alta richiesta di locazioni non in condivisione e le difficoltà a spostarsi la sera in caso si prenda in affitto una casa fuori dalla zona universitaria. «Ci arrivano moltissime richieste per monolocali o comunque soluzioni non in condivisione – spiega ancora Bambagioni – E per quanto a Perugia ci sia un’ampia offerta di monolocali, non possiamo certo soddisfare tutti, pur consapevoli che la convivenza non è semplice, in particolare per le matricole che per la prima volta si ritrovano a vivere con degli sconosciuti». Ma con la Dad degli ultimi due anni le matricole in senso stretto sono anche gli iscritti al secondo e terzo anno. Per quanto riguarda il servizio pubblico, la questione è strettamente legata alle zone: «Sono pochi gli studenti che vorrebbero vivere a Madonna Alta o Fontivegge e la problematica del trasporto pubblico notturno inesistente è ben nota a tutti», afferma l’esperto, evidenziando che «non è solo una questione di comodità, ma anche di sicurezza ovviamente. Tuttavia, come soluzione temporanea, la casa in quartieri non universitari potrebbe evitare a molti di rimanere senza alloggio a inizio semestre».

Consigli per le matricole Dalla Borsa immobiliare, quindi, il consiglio a chi si sta trasferendo a Perugia per la prima volta è allargare la ricerca al di fuori della Ztl. «Chi è più in difficoltà sono le matricole, ma bisogna tenere a mente che chi si laurea quest’anno libererà un posto l’anno prossimo. Ci rendiamo conto che è scomodo trovare casa in un quartiere molto lontano dal proprio dipartimento, ma per un anno ci si può anche accontentare di una soluzione non ottimale e temporanea. L’anno prossimo ci si muoverà prima, con più consapevolezza ed esperienza e si troverà la casa giusta nella zona giusta, magari» conclude Bambagioni.

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