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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 02:50

Adolescenti suicidi, Spoleto tesse la rete per prevenire il disagio giovanile

Comune coinvolge Asl, scuole, tribunale per i minorenni e Curia: al vaglio misure specifiche

Alcune studentesse

Rete per prevenire il disagio giovanile a Spoleto, dove dall’inizio dell’anno tre adolescenti si sono tolti la vita, due gettandosi dal Ponte delle Torri e un’altra dalla finestra di casa. Una tragedia di immani proporzioni che, oltre al dibattito sulla messa in sicurezza del Ponte delle Torri e analisi da parte degli esperti, ha anche messo in moto le autorità del territorio con l’amministrazione comunale che ha incontrato personale Asl, dirigenti scolastici, il presidente del tribunale per i minorenni di Perugia, Sergio Cutrona, e anche il vescovo Renato Boccardo

Disagio giovani a Spoleto Come anche sollecitato dal gruppo consiliare Pd, con una mozione proprio diretta a tessere le trame delle rete di protezione sociale, il vicesindaco Maria Elena Bececco ha convocato la serie di incontri con l’obiettivo dichiarato di «individuare insieme percorsi di ascolto e di formazione». Col dolore nel cuore per la morte dei tre adolescenti si cerca quindi di intercettare un disagio, di dare risposte per prevenire il disagio che, naturalmente, si manifesta anche in forme meno estreme. E in questo senso il vicesindaco non si tira indietro: «I ragazzi e le ragazze di questa città rappresentano il nostro futuro, una risorsa dal valore inestimabile, una generazione meravigliosa in costante ricerca di risposte e di certezze. Noi dobbiamo essere all’altezza delle loro aspettative, dobbiamo avere la capacità di migliorarci e l’umiltà di accettare oggi i nostri limiti».

L’impegno della Asl Limiti che possono essere se non colmati almeno ridotti con l’impegno diffuso di tutti i soggetti in vario modo coinvolti, a cominciare dalla Asl che coi propri dipartimenti lavora su diverse forme di disagio giovanile. Tant’è che la direttrice del distretto sanitario di Spoleto, la dottoressa Simonetta Antinarelli ha detto: «Dobbiamo essere consapevoli che stiamo affrontando un tema molto vasto e per questo è importante il confronto tra soggetti, l’argomento è serio e deve essere affrontato con progettualità e professionalità all’altezza». Inutile dire che la disponibilità della Asl Umbria 2 è piena «tanto che – ha affermato Antinarelli – abbiamo già avanzato delle proposte per aiutare e sostenere il corpo insegnante che è a più diretto contatto con i ragazzi».

Giudici e sport Il 16 marzo scorso per gettare le basi intorno alle quali costruire una rete di protezione per i giovani di Spoleto, il vicesindaco Bececco ha incontrato anche il presidente del tribunale per i minorenni di Perugia: «In questa fase – ha detto Cutrona – stiamo verificando la possibilità di concordare azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di diretto intervento per la rilevazione precoce e la prevenzione del disagio stesso». Sulle particolari delle misure al vaglio per il momento sono in corso verifiche, con la consapevolezza che il percorso sarà lungo, richiederà un impegno diffuso e uno sforzo anche massiccio, coinvolgendo verosimilmente non soltanto le scuole ma anche le famiglie. Intanto neanche lo sport è rimasto a guardare con i pallavolisti della Monini Marconi che hanno sposato il progetto La solitudine è solo una sensazione. 

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