venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:36

Addio a uno dei padri della psichiatria italiana: è morto il professor Fabrizio Ciappi

Contribuì in modo determinante alla riforma della psichiatria in Italia. Il cordoglio del mondo sanitario e delle istituzioni

Il professor Ciapip

Addio a uno dei padri della psichiatria italiana, tra quelli che contribuì in modo determinante alla chiusura dei manicomi e all’affermazione della salute mentale come un diritto fondamentale e un importante obiettivo sociale. È grande il cordoglio in Umbria per la morte del professor Fabrizio Ciappi, neuropsichiatra, direttore del dipartimento di salute mentale della ex Asl1, professore presso varie scuole di specializzazione del Dipartimento di Medicina dell’Università di Perugia. Ciappi fu tra i membri fondatori di Psichiatria democratica e contribuì, insieme a Carlo Manuali, all’affermazione del modello di psichiatria di comunità, che ebbe in seguito il suo riconoscimento ufficiale nella Legge Basaglia (la 180 del maggio 1978), che riformò profondamente la psichiatria in Italia attraverso la chiusura degli ospedali psichiatrici e l’affermazione della salute mentale come un diritto fondamentale e un importante obiettivo sociale.

Chi era Ciappi ha iniziato la sua carriera medica negli ospedali psichiatrici di Arezzo e Perugia ed è poi passato al lavoro territoriale nei Centri di salute mentale di Perugia centro e Città di Castello. Una carriera che si è contraddistinta per una lunga e proficua attività clinica a fianco dei malati e delle loro famiglie, mantenendo sempre elevato l’impegno non solo tecnico, ma anche sociale e politico in difesa dei più deboli. In virtù della sua ampia cultura e competenza scientifica, ha portato il suo contributo attivo e sempre originale in seminari, conferenze e pubblicazioni su temi riguardanti psichiatria, neuroscienze ed epistemologia, lavorando con scienziati e intellettuali del calibro di Oliver Sachs, Edgar Morin, Henry Atlan, Heinz von Foerster, Ilya Prigogine, Douglas Hoffstadter e molti altri. A esprimere profondo cordoglio ci sono la direzione e tutto il personale della Usl Umbria 1.

Verini «La scomparsa di Fabrizio Ciappi – dice invece il commissario del Pd umbro Walter Verini – è una notizia dolorosa e rende l’Umbria più povera. Ciappi è stato uno dei protagonisti – con Carlo Manuali e tante altre figure di psichiatri, intellettuali, operatori, amministratori – della rivoluzione psichiatrica “basagliana” in questa regione, con il superamento dei manicomi e l’avvio di esperienze alternative e aperte di cura e assistenza alle persone. Ho avuto la fortuna di conoscerlo bene: dai gruppi di studio al liceo, nei quali veniva a raccontarci il mondo e la scienza psichiatrica che cambiavano, fino agli anni in cui, da presidente della Usl Alto Tevere, ho avuto l’onore di collaborare con lui e con una straordinaria squadra, con le persone assistite e i loro familiari nel lancio de Le Fatiche di Ercole, che costituì una esperienza per non lasciare sole le famiglie e coinvolgere le comunità in una applicazione avanzata della legge 180. Il suo patrimonio scientifico e le sue esperienze sono una cosa da custodire con cura».

Bacchetta «Cordoglio e vicinanza alla famiglia» sono stati espressi giovedì anche dal sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta: «Una figura di assoluto rilievo – dice – non solo nel settore sanitario, che ha legato la propria attività a un proficuo rapporto sinergico con le istituzioni, fra cui il comune di Città di Castello. Un punto di riferimento per amministratori pubblici e famiglie, profondo innovatore, sempre in prima linea nel garantire servizi efficienti e contatto umano nei confronti dei più deboli, dei malati». «Il miglior modo per ricordare il professor Ciappi – aggiunge -sarà quello di proseguire nel solco delle riforme e attività che ha portato avanti con grandi risultati concreti per il bene della collettività locale».

I commenti sono chiusi.