lunedì 17 febbraio - Aggiornato alle 00:23

«Ad Assisi presidio contro i cambiamenti climatici»: firmato Manifesto ‘per cambiare il mondo’

Incontro al Sacro Convento tra i promotori del documento. Realacci: «Serve coraggio». Conte: «Enorme potenziale economia verde»

Padre Gambetti alla presentazione del manifesto (Foto Mauro Berti)

«Intendiamo dare vita ad un presidio di economia circolare e ad un luogo di irradiazione culturale, che proponga itinerari formativi secondo il metodo già testato nel Cortile di Francesco e in Percorsi Assisi, offra una human hospitality con una ricettività orientata a un turismo lento e, avvalendosi anche della tecnologia web interattiva e multimediale, faccia da moltiplicatore frattale di proposte virtuose di accoglienza, di turismo, di formazione e di produzione, fino a creare un vero e proprio circuito europeo di presidi e cammini del sapere e di ecologia integrale nello spirito del Cantico delle Creature». Lo ha detto il Custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti in occasione della presentazione del Manifesto di Assisi, che si propone come la risposta italiana contro la crisi climatica. «La crisi che viviamo – ha aggiunto – è un’occasione unica di crescita, è la migliore opportunità per noi per divenire maggiormente umani, più liberi e responsabili. Lasciamoci provocare positivamente dalla realtà attuale e puntiamo a raggiungere un obiettivo di maggior felicità per tutta l’umanità. Non siamo qui per mettere delle toppe – che finirebbero per lacerare del tutto il pianeta –, ma per aprire una nuova via, per un futuro di pace e di giustizia del quale tutti potremo godere».

Il Manifesto Il documento vede tra i suoi promotori: il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, il Direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’Ad di Enel, Francesco Starace, e l’Ad di Novamont, Catia Bastioli. Il Manifesto ha già raccolto oltre 2000 adesioni, tra rappresentanti di istituzioni, mondo economico, politico, religioso e della cultura, e punta a rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo. La giornata è stata conclusa dall’intervento del premier, Giuseppe Conte.

Conte: «Enorme potenziale» «Tornare a prenderci cura della nostra casa comune è un obiettivo non più differibile – ha detto Conte -. Il sistema dell’Italia verde manifesta un enorme potenziale di crescita, anche in termine di nuove opportunità di lavoro e occupazione. In questo il governo ha grande responsabilità per creare le premesse perché questo modello possa svilupparsi appieno». Il premier ha sottolineato «alcuni primi significativi segnali» inseriti nella Legge di Bilancio. «È un cammino lungo e faticoso, ci sono ancora molti passi da compiere, ma il Green new deal sarà un pilatro della nostra azione di governo». Conte ha ricordato come «sono oltre 432 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi che hanno investito in prodotti e tecnologie ‘verdi’ negli ultimi 5 anni: il 51% di chi ha investito insostenibilità ha registrato un aumento delle proprie esportazioni nel 2018 e il 79% di queste imprese ha generato innovazioni tecnologiche». Per il presidente del Consiglio «l’Europa non è più ombelico del mondo ma sul tema ambientale possiamo rivendicare la leadership». E ha ammonito sul tema dei dazi: «Gli squilibri della globalizzazione hanno alimentato il terreno fertile di cui si nutrono oggi le tendenze neo-protezionistiche, le quali rischiano di procurare all’economia mondiale un nuovo arresto, che potrebbe rivelarsi esiziale, dopo la lunga crisi economica e finanziaria – la più lunga dal secondo dopoguerra – esplosa nel 2008 e di cui ancora patiamo gli effetti».

Serve coraggio «Il Manifesto di Assisi – spiega Realacci – è una nuova alleanza che tesse una rete tra economia, cultura e ricerca con il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, religiose e culturali del Paese. Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società “abitabile” e green. Per questo più capaci di futuro».

Cambiare il mondo «Siamo in tanti – ha affermato padre Gambetti aprendo la giornata – ad aver sottoscritto il Manifesto che Ermete ha ideato insieme ad alcuni esperti di economia. Oltre 2000 firme, di grande rappresentatività. E oltre 2000 saranno anche i giovani che, con Papa Francesco, verranno a fine marzo con la voglia di cambiare l’economia. Li attendiamo con speranza: non possiamo e non vogliamo più tornare indietro. E sono convinto che insieme – noi tutti, i giovani e Francesco – cambieremo il mondo». Padre Gambetti sottolinea che «non esiste un cambiamento autentico e duraturo che non poggi sull’interiorità personale. Al di là delle credenze di ciascuno, solo chi vive la dimensione spirituale e attinge dalla profondità del proprio essere le ragioni del cambiamento vincerà la battaglia contro la pigrizia, il tornaconto (ossessivo e compulsivo) e la critica malevola. Poi, occorrono conoscenza, scaltrezza e un sogno».

Tesei: «Patto solido» «Le istituzioni devono avere la forza ed il coraggio di fare scelte a favore di un’economia sostenibile e rispettosa dell’ambiente. E per questo è necessaria una visione chiara del futuro e un solido patto che coinvolga tutti che impegni ciascuno per il proprio ruolo e responsabilità». È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, intervenuta questa mattina ad Assisi. «L’Umbria, terra di San Francesco ed universalmente conosciuta come il ‘cuore verde d’Italia’ – ha aggiunto Tesei – ha cominciato già da anni a muoversi a favore della tutela ambientale attraverso la capacità degli amministratori locali che, pur con poche risorse, sono riusciti a muoversi nella direzione di uno sviluppo ambientalmente sostenibile e del miglioramento della qualità della vita. In questo ambito molto importanti sono e saranno le risorse europee che dovranno essere utilizzate al meglio, sia dai soggetti pubblici che dai privati. E la Regione è pronta a fare la propria parte».

Coldiretti: record eventi estremi La presentazione del Manifesto – fa notare Coldiretti – ha registrato un aumento record del +156% di tornado, tempeste di pioggia, grandine, ondate di gelo e di calore negli ultimi cinque anni, peggio che in altri grandi paesi come Spagna, Francia e Germania. Gli eventi estremi sono stati in media più di 4 al giorno lungo la Penisola con pesanti conseguenze sull’economia, sul lavoro e sull’ambiente nel 2019, che è stato in Italia il quarto anno più caldo dal 1800 con una temperatura superiore addirittura di 0,96 gradi rispetto alla media di riferimento dopo i record di 2014, 2015 e 2018 secondo elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr. Coldiretti ribadisce l’impegno quotidiano sul territorio. «L’agricoltura italiana è tra le più sostenibili – prosegue l’associazione – con appena il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con 30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti in Italia, contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 milioni di tonnellate della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. «Con l’agroalimentare Made in Italy che è diventato strategico per una crescita sostenibile sul piano economico ed occupazionale, Filiera Italia rappresenta l’unica realtà oggi del Paese che è stata capace di fare sistema di fronte alle nuove sfide, dalle guerre commerciali al cambiamento climatico», conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

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