giovedì 9 luglio - Aggiornato alle 04:34

Aborto, continua la protesta: disegni sotto Palazzo Donini e mozione in decine di Comuni

Realizzati dal collettivo Becoming X e sistemati all’alba. Nelle città documento unico dei consiglieri comunali

Alcuni dei disegni sistemati sotto la sede della giunta (foto U24)

di D.B.

Sono apparsi lunedì mattina all’alba sotto Palazzo Donini, sede della giunta regionale, dieci disegni realizzati da un collettivo di artisti in segno di protesta contro le decisioni della Regione a proposito della RU486. Settimane fa, infatti, la giunta di Donatella Tesei ha abrogato una delibera del precedente esecutivo con cui, nel 2018, era stata data la possibilità di somministrare la pillola abortiva anche in regime di day hospital; con il nuovo provvedimento, invece, saranno obbligatori tre giorni di ricovero. Una decisione, essenzialmente politica e non supportata da dati scientifici, contro la quale sono state organizzate diverse manifestazioni.

FOTO: I DIECI DISEGNI

La protesta La più originale e colorata, certamente, è quella del Becoming X Art+Sound Collective, un «collettivo di disegnatori, fumettisti, illlustratori, fotografi, designer e musicisti che nasce a Perugia ma si muove su tutto il territorio nazionale». «Siamo artisti, lavoratori e cittadini che vivono il proprio territorio – dicono in un comunicato in cui spiegano i motivi del loro gesto – siamo donne e uomini, e sentiamo l’urgenza di prendere posizione contro la modifica della delibera regionale per cui da oggi non sarà più possibile l’Interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in day hospital o a domicilio». «Tesei, il vostro è un disegno pessimo» è lo slogan che unifica tutti e dieci i lavori con cui si chiede all’esecutivo di ritirare un provvedimento «ideologico e che non tutela la salute della donna ma piuttosto reprime libertà e autodeterminazione femminile». «Saremo ancora impegnati direttamente – assicura il collettivo – utilizzando le nostre qualità e talenti per sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica riguardo a temi che, come questo, interessano tutti, uomini e donne, senza distinzioni».

VIDEO: LA PROTESTA SOTTO LA REGIONE

La mozione Del tema intanto sono tornate a parlare anche le Democratiche umbre, secondo le quali «ripristinare l’aborto farmacologico in day hospital è una battaglia di civiltà». Le donne dem hanno perciò promosso una mobilitazione attraverso «un’unica mozione presentata da decine e decine di consiglieri comunali in tutti i Comuni umbri, dai più grandi ai più piccoli per chiedere il ripristino dell’accesso ad un diritto e la piena applicazione della legge 194/1978». Con la mozione si chiede anche di garantire l’Ivg farmacologica in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere a partire da Perugia e Terni e la contraccezione gratuita, di «adoperarsi al fine di raggiungere la piena operatività dei consultori, ricollocando personale (sia ginecologico che ostetrico), risorse e riqualificando le strutture» e di promuovere, al fine di limitare l’Ivg, l’educazione affettiva e sessuale e la pari dignità di genere nelle scuole. Tra le richieste, anche il supporto a percorsi di sviluppo alla genitorialità e di sostegno psicologico ed economico alle neo madri.

Twitter @DanieleBovi

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