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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 21:27

Aborti, in Umbria quasi dimezzati in 10 anni. Crescono farmacologici ma sono meno del 10%

I dati dal 2010: tasso abortività scende da 9.09 a 5,67. Aumenta percentuale italiane, nubili e istruite. Metodi: il 90% per aspirazione. Poche complicazioni

di Iv. Por.

Gli aborti in Umbria sono in progressivo calo per tutte le fasce di età e tutte le nazionalità. Dal 2010 al 2018 si è passati da 1.884 interruzioni volontarie di gravidanza a 1.042 con un tasso di abortività pressoché dimezzato: da 9.09 a 5,67 ogni mille donne tra 15 e 49 anni. Nello stesso periodo, tra le forme di Ivg è andato crescendo il ricorso all’aborto farmacologico, che comunque tutt’oggi riguarda meno del 10% dei casi. Le complicazioni non sono mai andate oltre il 5% dei casi. A cambiare è stata, nel frattempo, la società con più donne nubili e altamente istruite a ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. E, a sorpresa, la percentuale di italiane è in crescita rispetto alle straniere.

Calo in tutte le età: meno minorenni Partendo dall’età, il calo degli aborti ha riguardato tutte le donne, a partire dalle minorenni: nel 2010 erano state ben 128, di cui 4 con meno di 14 anni a interrompere la propria gravidanza, mentre nel 2018 sono state 84 tutte dai 14 anni in su. Col trascorrere del decennio, la fascia che ha fatto registrare il calo più evidente è stata quella dai 30 ai 34 anni, passata da 395 casi del 2010 a 192 del 2018, mentre quella diminuita meno è quella tra i 40 e i 44 anni, comunque scesa da 180 a 126. Il tasso di abortività è più elevato tra le giovani: 9,8 ogni mille donne tra 25 e 29 anni (nel 2010 era il 15,12) e 9,17 tra 20 e 24 anni (era 14,09), segue la fascia 30-34 anni con un tasso di 8 ogni mille (era 13,73), poi 35-39 anni con 7,88 (era 11,1). Quello nella fascia 15-19 anni nel 2018 è al 4,52 (era 6,98 nel 2010).

Italiane in crescita Guardando alla nazionalità, la fetta principale è sempre quella delle italiane che, anzi, con gli anni è sorprendentemente aumentata nonostante l’aumento della popolazione immigrata: dal 54,9 del 2010 si è passati al 64,3%. Cresce anche la percentuale di donne africane dal 7,1 al 10,8%, mentre calano donne di paesi Ue dal 16,9 all’8,8%, quelle dell’Europa centro orientale dall’11,7 all’8,8%, le centro o sudamericane dal 6,2 al 4%. Tra le comunità più presenti in Umbria, anche l’incidenza sul totale delle rumene si dimezza dal 15 al 7,5%, mentre è stabile quella delle albanesi intorno al 5%.

Stato civile e titolo di studio Sono sempre le nubili coloro che abortiscono di più, ma dal 44,6 sono salite al 57,7% del 2018, mentre le coniugate sono calate dal 44,5 al 34,8% e le separate o divorziate dall’8,4 al 6,4%. Quanto al titolo di studio, se nel 2010 il 4,9% di chi interrompeva la gravidanza aveva la licenza elementare, il 37,4% quella media, il 45,6% il diploma, il 9% la laurea, col passare degli anni il grado di istruzione si è elevato: nel 2018 solo il 3% ha licenza elementare, il 30% quella media, il 49,4% il diploma e il 13,6% è laureata.

Aborti farmacologici Nel complesso delle interruzioni volontarie di gravidanza in Umbria, la quasi totalità resta effettuata per aspirazione, anche se scende dal 96,7 del 2010 all’88,9% del 2018. Tra queste diminuiscono dal 43,1 al 27,7% quelle col metodo di Karman. Il raschiamento passa dallo 0,5 all’1,9%. Gli aborti farmacologici nel 2010 erano appena l’1,54 e col trascorrere degli anni sono saliti al 7,8% del 2017 lievemente scesi al 7,5% del 2018. Tra questo tipo di Ivg pochissime sono per somministrazione di solo mifepristone (pillola RU486): dalle 14 del 2013 sono scese a 0 nel 2016, 2 nel 2017 e 4 nel 2018. La gran parte avviene (come da protocollo) anche con successiva somministrazione di prostaglandina (48 su 78 farmacologici nel 2018), mentre circa un terzo avvengono attraverso somministrazione di sola prostaglandina (26 su 78 nel 2018).

Poche complicazioni Infine le complicazioni, nel 2018 ci sono state nel 3,7% dei casi di cui 3 per emorragia e nessuna infezione. Nel corso degli anni questa percentuale è rimasta sempre bassa: nel 2010 era il 3,9%, nel 2012 ha toccato il 4,6% ma poi è scesa fino allo 0,7% del 2015, risalendo poi allo 0,9 dell’anno dopo e 2% del 2017.

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