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A Terni la Terapia intensiva neonatale ammette i parenti: «Evento coi bimbi nati prematuri»

Domenica si celebra la giornata mondiale, Celi: «Nel 2019 trattati due bimbi dal peso di circa 600 grammi»

Con il camice bianco la direttrice Celi

Per il terzo anno consecutivo la Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Terni sarà aperta non solo ai genitori, ma anche a tutti i parenti dei piccoli pazienti. Domenica 17 novembre, nel giorno in cui  tutto il mondo celebra la prematurità, il Santa Maria apre le porte alle famiglie dei bambini in trattamento nel reparto diretto da Federica Celi.

Porte aperte Proprio lei per quel giorno ha organizzato un evento cui sono invitati a partecipare tutti gli ex neonati pretermine venuti alla luce o trattati nel centro di terapia intensiva neonatale di Terni insieme alle loro famiglie. «La giornata prevede i saluti alle famiglie e ai bambini che sono stati accolti nel nostro centro di terapia intensiva – ha spiegato la dottoressa Celi – negli spazi antistanti il reparto, l’esibizione del coro aziendale la mattina intorno alle 11 e un piccolo rinfresco all’interno della Porta magica, nella sala gestita dalla scuola Mazzini, adiacente al reparto».

Due prematuri di 500 grammi Nella Terapia intensiva neonatale di Terni, nel corso del 2019,  sono stati «trattati 166 neonati, di cui 50 erano nati prematuri: dieci avevano un peso intorno al chilo e due tra i 500 e i 600 grammi», ha spiegato sempre la Celi attraverso una nota dell’azienda ospedaliera in cui si ricorda che «secondo i dati 2015-2017 del sistema Neonatal network della Società italiana di neonatologia (Sin) in Italia i neonati pretermine, cioè nati prima della 37esima settimana di gestazione, costituiscono il 10 per cento delle nascite totali, incidendo sulla mortalità neonatale per il 50 per cento e su quella infantile per il 40 per cento».

 

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