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giovedì 15 aprile - Aggiornato alle 01:44

A Terni continua l’inverno demografico: nel 2020 meno nati e più morti di sempre

I dati dei Servizi Statistici del Comune inseriti nel Dup: la popolazione scende sotto i 110 mila abitanti, come nel 2006

di Massimo Colonna

Il 2020 a Terni ha fatto segnare due record: il minor numero di nuovi nati (608) e il maggior numero di morti (1467). Sono i dati pubblicati degli uffici dei Servizi Statistici del Comune di Terni, pubblicati nel Dup, il Documento Unico di Programmazione. Numeri che certificano e aggiornano una tendenza già avviata da tempo per la Città dell’Acciaio, ossia quella descritta bene dal concetto di ‘Inverno demografico’, l’aumento dell’età media di una popolazione. Con tutte le conseguenze del caso.

I due record Meno nati e più morti nel 2020 rispetto a tutti gli anni precedenti, dunque. Due dati che, dal secondo Dopoguerra, non erano mai stati registrati dai Servizi Statistici comunali, diretti dal funzionario di Segreteria generale e statistica. Il numero dei  morti in città ovviamente non è dovuto prioritariamente al Covid, ma al processo di invecchiamento della popolazione. La differenza tra nati e morti per il 2020 arriva al valore di -859. «L’allargarsi della forbice – spiegano gli uffici tecnici – dipende in parte da una ulteriore contrazione del numero dei nati e dall’altra da un aumento del numero dei morti rispetto all’anno precedente. In entrambi i casi si tratta di valori record: per i nati si è toccato nel corso del 2020 il più basso valore mai registrato da sempre e per i morti il più alto. Certamente l’emergenza sanitaria dovuta alla crisi pandemica ha contribuito all’incremento della mortalità anche se a Terni l’impatto è stato più contenuto rispetto ad altre zone d’Italia».

I numeri Nel 2020 sono nati 608 bambini, 47 in meno rispetto al 2019. È il proseguimento di una tendenza già iniziata da alcuni anni: se si confrontano questi dati con quelli di soli tre anni fa, si contano circa 100 nati in meno. Andando ancora più indietro nel tempo, se si risale al 1974, a parità circa di residenti i nati furono ben più del doppio ovvero 1.468. «A determinare questo preoccupante calo delle nascite, a Terni in maniera ancora più accentuata rispetto al resto d’Italia, contribuiscono diversi fattori tra i quali: la minor propensione a fare figli, la diminuzione in valore assoluto delle donne in età fertile e anche la tendenza a spostare sempre più in avanti il momento di programmare la maternità come conferma il valore dell’età media al parto costantemente in crescita, attualmente pari a 33 anni per le madri italiane e 30 per le straniere». Numeri dunque che confermano la tendenza all’invecchiamento della città e alla difficoltà al ricambio generazionale. Uno scenario da prendere in considerazione proprio nell’ottica della programmazione amministrativa. 

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