domenica 9 dicembre - Aggiornato alle 20:55

A Perugia le ‘nozze’ super blindate di Neil Patrick Harris con David Burtka. Tra gli ospiti Elton John

Neil Patrick Harris (Fonte: wikipedia.org)

di Ivano Porfiri

Un party super blindato con location top secret fino all’ultimo minuto e pochi invitati, tra cui molti vip. Il celebre attore Neil Patrick Harris ha scelto Perugia per festeggiare l’unione con il compagno David Burtka. Una cerimonia simbolica, dato che il matrimonio tra persone dello stesso sesso non è legale in Italia, forse per suggellare un passo formalizzato (o da formalizzare) all’estero.

Matrimonio annunciato Del resto il protagonista della delle celebre serie How I Met Your Mother e il suo compagno già nel 2011, subito dopo l’approvazione della Marriage Equality nello Stato di New York, via Twitter annunciarono il loro desiderio di sposarsi. «Gli ho proposto il matrimonio e ha detto sì! – scrisse Harris sul social – Grazie a Dio! Lui anche mi ha proposto il matrimonio e ho detto sì! Grazie a Dio! David e io ci siamo impegnati per il matrimonio ma più di cinque anni fa! Sono anni che portiamo gli anelli di fidanzamento nell’attesa di una data valida». Un annuncio della coppia, che tra l’altro ha due figli gemelli avuti da una madre surrogata, rimasto però finora senza seguito, forse in attesa della location ideale. Tanto che di recente era circolata la bufala di una separazione poi smentita dalla coppia: «Nessuna verità su queste voci che girano. Neil, David e i gemelli vivono felicemente insieme nella loro nuova casa».

La festa E il luogo ideale, seppur simbolicamente, pare essere stato trovato in Umbria. Sabato 6 settembre, Harris e il suo compagno hanno riunito una cinquantina di amici, tra cui molti vip, al Castello di Procopio sul Monte Tezio. Per la cerimonia è accorsa una wedding planner dagli Usa e una fiorista dall’Inghilterra. Il servizio catering è stato di un’impresa romana, mentre per il servizio di bartender la scelta è caduta sul Bar Milano di corso Garibaldi, a Perugia.

Elton John Gli invitati sono arrivati via via in elicottero. Tra loro il cantante Elton John, che si è anche esibito al pianoforte per rendere omaggio ai “padroni di casa”. Una festa andata avanti fin quasi al mattino in un’atmosfera molto raccolta e intima, «di grande classe». A filmare l’evento in esclusiva la Farm Studio Factory di Città di Castello, come segnala la stessa azienda.

8 risposte a “A Perugia le ‘nozze’ super blindate di Neil Patrick Harris con David Burtka. Tra gli ospiti Elton John”

  1. Eric Laguzzi ha detto:

    Ci sono coppie omosessuali che si sposano legalmente nelle nazioni dove abitano e che comunque scelgono di venire a festeggiare nel nostro bellissimo paese, anche se il loro matrimonio qui non ha alcuna validità. Pensate quante persone verrebbero se anche l’Italia estendesse il matrimonio civile alle coppie omosessuali, consentendo ai cittadini stranieri di venire a sposarsi qui non solo simbolicamente ma anche legalmente. Entrerebbero milioni di euro a palate a beneficio del luogo scelto e degli imprenditori del settore. Invece no, meglio ascoltare la tradizione, continuando a discriminare i cittadini e gettando al vento opportunità ghiotte come questa. Poi dicono che l’Italia nonostante tutto non è competitiva: eh, ci credo, la nostra classe politica è così inadeguata che riuscirebbe a rendere poco competitiva perfino al Cina.

  2. Humanae Libertas ha detto:

    Con tutto il rispetto, io sono italiano e vivo a Perugia..Ringrazio Dio
    che il matrimonio tra omosessuali ancora non sia possibile (e spero che
    mai lo sarà)..Sinceramente ci sono altri mille modi di fare soldi e
    trovo ridicolo che una notizia come questa venga strumentalizzata a tal
    fine dicendo che servirebbe a creare un business…Ma di cosa stiamo
    parlando?? Il matrimonio è nato come unione spirituale tra uomo e donna,
    unico fulcro che sta alla base per la creazione di una famiglia..non
    voglio sollevare l’ennesimo polverone e sentirmi dire che sono cattolico
    o moralista, perchè io non credo nell’istituzione della Chiesa..Ma credo nella famiglia..E
    trovo ridicolo che coppie gay ancora si battano per questo, dicendo che
    siano in grado di formare una famigla con bambini..quando poi alla fine
    pagano la donna disperata di turno per avere un utero in affitto e farsi
    fare il loro bambinetto a domicilio..così, solo per il gusto di
    dimostrare che anche loro possono fare i papà…A casa mia sia chiama
    “egoismo”, traffico di esseri umani, giocare con la vita della gente,
    abominio…quindi cerchiamo di essere seri…
    i problemi veri sono altri…

    • Max ha detto:

      Stiamo parlando del fatto che i matrimoni portano lavoro e ricchezze (si parla di qualche punto di PIL. oltre al riconoscimento di un rapporto che si vuol negare solo sulla base del mero pregiudizio. Chi non vuole i matrimoni gay è perché non ha valori e spera di potersi sentire migliore per diritto di nascita (così come i nazisti).

      Ah, se il matrimonio è solo spirituale, fammi la cortesia di passare in Comune e di dire che tu non vuoi i diritti civili legati al matrimonio!

      E il commercio di essere umani significherebbe permettere l’adozione dei bambini con più di due anni che le coppie etero non vogliono perché non fa bello e perché tanto si puà scegliere dato che molti bambini non avranno mai l’affetto di una famiglia? Ora, per favore, sii serio tu che ti rendi ridicolo a scrivere certe sciocchezze.

    • Sara ha detto:

      Allora anche gli etero sterili che ricorrono all’inseminazione artificiale sono colpevoli di “egoismo”? E’ egoismo volere un bambino da allevare con la persona amata?

    • lilia.eberwein ha detto:

      wow e le persone sterili le accoppiamo,non sono in grado di creare una famiglia.
      btw conosco persone che creano bambini ma non sanno badare a una famiglia e persone che non sanno e non si preoccupano di cosa pensano i proprio figli,ne li ascoltano e come ogni cosa che è gratis se ne occupa qualcun’altro

    • Alberto ha detto:

      E’ arrivato il filosofo.

    • Eric Laguzzi ha detto:

      Non sono per niente d’accordo sul fatto che sia ridicolo commentare questa notizia dal punto di vista economico. Indipendentemente da come la si pensi sul matrimonio omosessuale, è cosa accertata che esso abbia portato soldi alle comunità che lo contemplano. Piccoli stati degli USA sono riusciti a raccogliere decine di milioni di dollari in pochissimi anni, e questo fa presupporre che l’Italia – con un’adeguata strategia – in tempi simili potrebbe ricavarne centinaia di milioni di euro. Dunque non si capisce perché chi sostiene il matrimonio per tutti dovrebbe astenersi dal citare una delle motivazioni a favore. “Di cosa stiamo parlando?” si chiede Lei. Stiamo parlando di un provvediemento legislativo che porrebbe fine ad una discriminazione a danno di cittadini che pagano le tasse senza aver alcun diritto e che farebbe pure incassare all’Italia palate di soldi. Viste queste premesse io direi che non solo andrebbe detto, ma addirittura sottolineato, che in Italia entrerebbero tanti soldi approvando il matrimonio gay. E andrebbe sottolineato proprio per dare del filo da torcere a chi come Lei, con delle motivazioni obiettivamente pericolanti, spera di poter motivare chiaramente la sua contrarietà. E parlando appunto di motivazioni pericolanti, vorrei fare un accenno a ciò che lei dice del matrimonio. Prima di tutto non è proprio esatto dire che sia nato come ‘unione spiriturale tra uomo e donna’: quando il matrimonio è nato (ben prima della nascita di Gesù) spesso in esso c’era ben poco di spirituale ma tanta politica ed economia, e inoltre non era solo tra uomo e donna. Ma a parte queste antiche radici ormai andate perse, anche oggi è riduttivo definire il matrimonio come una semplice unione spiriturale. Lo sarà quello in Chiesa, ma quello civile è anche un vero e proprio contratto che conferisce una lunga serie di diritti e doveri attraverso i quali la coppia si sostiene e si dà sicurezza. Ora, non ho nulla da lamentare in merito alla contrarietà della Chiesa di celebrare matrimoni gay: ci macherebbe, ogni Chiesa deve essere libera di sposare chi vuole. Ma per quanto concerne il matrimonio civile?

      Lei “Humanae Libertas”, invita ad essere seri. Io invece invito Lei ad essere serio: le motivazioni che adduce a supporto della sua contrarietà sono, riassumendo, tradizione e procreazione. E sono proprio le due motivazioni meno serie e più traballanti che si possano addurre. In primo luogo la tradizione non deve mai essere usata come metro di giudizio nello stabilire la giustezza delle cose. La Costituzione e le leggi internazionali devono essere usate come metro di giudizio, e se le tradizioni vi si oppongono, allora le tradizioni devono soccombere. E’ successo alla figura dell’uomo capo-famiglia che è stata spazzata via. E’ successo alla figura della donna sottomessa per legge che è stata cancellata. E’ successo al matrimonio indissolubile che è diventato scindibile tramite divorzio. E può succere anche al matrimonio che viene esteso non solo alle coppie etero ma anche alle coppie gay. Nessuno vuole negare l’importanza che le tradizioni hanno avuto e possono avere, e nessuno dovrebbe giudicare irrispettosamente tali tradizioni al di fuori del loro tempo. Ma i tempi cambiano, i diritti delle persone si affermano, e le tradizioni si adeguano. Altrimenti adesso staremmo ancora a bruciare le streghe.

      Parlando invece di procreazione, la risposta secca è: non c’entra niente. La procreazione non è un requisito per il matrimonio. Tant’è che le coppie non-fertili si sposano felicemente, così come quelle che usano anti-concenzionali e quelle che non desiderano avere figli dopo il matrimonio. Che la procreazione non sia un requisito del matrimonio lo ha ricordato anche la Corte Costituzionale recentemente (nel 2010). Dunque il fatto che le coppie omosessuali non possano procreare in quanto tali non esclude che ad esse possa essere allargato il matrimonio. E se la preoccupazione è quella che al matrimonio si colleghi direttamente l’adozione, è bene ricordare che le due cose possono essere tranquillamente distinte con due parole in più nel testo di legge, e anche questo lo ha ricordato la Corte Costituzionale. Parlando di famiglia invece, se lei considera che le coppie senza figli non siano famiglie, libero di pensarlo. Lo Stato (e con tutto il rispetto è questo che conta, non il suo pensiero personale) considera famiglie anche le coppie senza figli e quelle che non ne vogliono, tanto che consente loro giustamente di sposarsi. Quindi la motivazione secondo la quale, agli occhi dello Stato, le coppie gay invece non potrebbero essere famiglie, non regge.

      Dirò poco invece su ciò che concerne la maternità surrogata che Lei chiama traffico di esseri umani come se davvero la donna partoriente venisse pagata e le si portasse però via il bambino contro la sua volontà. Nelle società occidentali alle quali facciamo riferimento le donne che scelgono di portare in grembo i figli delle coppie omosessuali (e non solo) non sono affatto disperate, lo fanno consapevolmente, e ovviamente, senza essere pagate. Certo, in altri paesi meno ricchi non funziona così. Ma se qualcuno si rivolge a quei paesi (sbagliando) è anche perché nel proprio paese non esiste una regolamentazione a causa di chi la pensa come Lei. Già il fatto che Lei utilizzi questi termini per descrivere la faccenda denota comunque la sua scarsa conoscenza dei fatti. Infondo è tipico che poi lei parli di egoismo ed abominio. C’era da aspettarselo: per chi crede che il mondo debba genuflettersi alle sue idee, ci sono un mucchio di egoismi ed abomini da tutte le parti, le violazioni della moralità e della famiglia sbucano come funghi d’autunno. Ma certe volte i vocabolari aiutano: la definizione di egoismo è “Atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e della propria utilità, tendendo a escludere chiunque altro dalla partecipazione ai beni materiali o spirituali ch’egli possiede e a cui è gelosamente attaccato”. Se applichiamo questo discorso, chi può essere considerato egoista tra le coppie gay che desiderano un figlio da crescere ed amare, e Lei che vuole relegare il matrimonio ad un privilegio eterosessuale? A me, la risposta sorge talmente chiara che non sento nemmeno il bisogno di scriverla.

    • Johnny ha detto:

      A parte il fatto che il matrimonio non è nato come unione spirituale, unico fulcro per la creazione della famiglia, ma per difendere interessi politici, economici e di sopravvivenza; tralasciando che la concezione di ‘matrimonio’ e ‘famiglia’ variano a seconda dell’epoca e del Paese di riferimento; senza voler troppo insistere sul fatto per cui sei lei non crede nella Chiesa ma nella famiglia, a maggior ragione dovrebbe difendere le coppie omogenitoriali visto che, da quel che mi risulta e fino a prova contraria, una famiglia non deve necessariamente avere dei bambini per essere considerata tale e in Italia, oggi, il matrimonio è prima un contratto civile e non spirituale, e il fine del matrimonio non è la riproduzione ma la condivisione di valori, diritti e doveri, le chiedo:
      Una coppia eterosessuale non fa forse figli per egoismo? Una coppia eterosessuale con problemi di fertilità che si rivolge alla fecondazione in vitro sta giocando con la vita della gente? C’è differenza tra la donna eterosessuale e la donna lesbica che ricorre all’inseminazione artificiale?
      Esattamente in quale modo si giocherebbe con la vita della gente, mi spieghi: due ragazzi che fanno sesso non protetto e incoscientemente mettono al mondo un bambino che non volevano sono da considerarsi alla stessa stregua di una coppia omosessuale che coscientemente e con cognizione di causa cerca un figlio? Il traffico di esseri umani consisterebbe in cosa esattamente che non si possa applicare anche alle coppie eterosessuali?
      Veramente, cercando di essere seri, mi illumini perché io non capisco!
      E oltre tutto questo, parlando da un punto di vista meramente economico, sicuramente ci sono altri modi per fare i soldi ma vede: molto spesso può molto più la politica dei soldi che quella sociale e sono certo che, per un po’ di quattrini, molti di quelli che si dicono contrari ai matrimoni omosessuali sarebbero disponibili a soprassedere proprio perché, in verità, sono contrari per motivazioni inesistenti!

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