mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:23
21 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:52

Ast, nuova fermata per forni e scatta cassa integrazione: «Programmazione inaccettabile»

Forno 4 fermo dal 23/4 e il 5 dal 27/4, Rsu: «Mercoledì messo a rischio diritto di sciopero»

Ast, nuova fermata per forni e scatta cassa integrazione: «Programmazione inaccettabile»
Tk-Ast (foto Rosati)

Nuova fermata produttiva per il reparto Acciaieria di Ast. Giovedì mattina le Rsu del sito siderurgico di Terni hanno incontrato l’azienda che ha comunicato lo stop del forno 4 dal 23 aprile al 2 maggio e quella del forno 5 dal 27 aprile al 2 maggio sempre per insaturazione degli impianti, ossia commesse insufficienti ad assicurare la produzione per l’intero mese, come già capitato nei mesi scorsi.

Ast: nuova fermata produttiva Per gestire la nuova fermata produttiva i rappresentanti sindacali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Fismic e Ugl hanno ottenuto l’apertura della cassa integrazione ordinaria per tutti i lavoratori interessati, circa 700, che accederanno all’ammortizzatore sociale con la formula della rotazione «anche per fronteggiare – evidenziano le sigle in una nota – la continua differenziazione di impianti sottoposti a stop». Tuttavia ad agitare le Rsu sono soprattutto le modalità con cui vengono programmate le lavorazioni all’interno del reparto del sito siderurgico di Terni.

«A rischio il diritto allo sciopero» In particolare in una nota stampa si legge: «Riteniamo inaccettabile il comportamento tenuto mercoledì dall’azienda in Acciaieria dove, nonostante la comunicazione preventiva di sciopero, si è proceduto con una programmazione al limite dell’orario senza considerare possibili imprevisti i quali avrebbero negato il diritto allo sciopero, tant’è che sono dovuti intervenire i responsabili di area nell’opera di convincimento dei lavoratori per prorogare l’orario di lavoro oltre le 18, proprio a causa di un ritardo nelle colate».

Verifiche su pratiche operative La mossa è piaciuta ben poco anche alla luce delle fermate comunicate poche ore dopo, ossia giovedì mattina: Per noi – scrivono le Rsu – si tratta di un atteggiamento irrispettoso nei confronti dei lavoratori, convinti che sia assurdo speculare su vicenda come questa invece di intervenire per risolvere tutte le problematiche che persistono nonostante le denunce». Da qui il contrattacco: «Ci risulta non siano rispettate in pieno le pratiche operative sotto il profilo della sicurezza e della qualità, ci riserviamo – concludono i sindacalisti – una serie di verifiche per accertare quanto emerso, nel caso arrivassero conferme saremmo già pronti coi nostri uffici legali a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori».

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