mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:09
30 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:58

Ast, Marini e Di Girolamo chiedono incontro urgente al Mise: «Chiarezza sugli obiettivi»

Lettera al ministro Calenda: «Valutare tutte le iniziative per garantire competitività al sito di Terni». Dalla Tata steel ad Acciaio sporco fino a linea 6 e Titanio, parla l'ad Burelli

Ast, Marini e Di Girolamo chiedono incontro urgente al Mise: «Chiarezza sugli obiettivi»
Marini e Di Girolamo (foto archivio Rosati)

Incontro urgente per Tk-Ast al ministero dello Sviluppo economico. Questa la richiesta formalizzata al ministro Carlo Calenda dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini, e dal sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, al fine di «valutare tutte le iniziative istituzionali utili a definire un percorso in grado di garantire competitività all’acciaierie e all’intero sistema produttivo dell’area».

Incontro urgente al Mise per Ast La richiesta arriva a tre mesi dall’ultimo summit al Mise con l’ex amministratore delegato Lucia Morselli e il manager di ThyssenKrupp Peter Sauer che affermò: «Siamo impegnati affinché Ast sia un partner di lungo termine, ma la ristrutturazione del sito di Terni non è finita». Da qui la richiesta di riaggiornare il summit alla fine di maggio, ma la convocazione non è mai arrivata: «Riteniamo occorra, anche a seguito della nomina del nuovo management (l’ad Massimiliano Burelli, ndr) fare chiarezza sugli obiettivi e sulle scelte strategiche di ThyssenKrupp, in riferimento a un settore fondamentale per il sistema produttivo regionale e nazionale».

Le richieste della Marini e di Di Girolamo E poi: «In tal senso riteniamo essenziale conoscere, in tempi certi, quali siano le scelte strategiche in relazione agli attuali assetti proprietari, elemento indispensabile su cui costruire certezze produttive ed occupazionali del sito ternano. Occorre, in questa fase – continua la lettera della Marini e di Di Girolamo – dare seguito al piano di rilancio industriale, scongiurando qualsiasi ipotesi di ridimensionamento delle acciaierie di Terni, del loro ruolo strategico nazionale ed internazionale, nel settore della produzione degli acciai speciali a vantaggio di altre realtà produttive europee e mondiali».

Tata steel La richiesta di un incontro urgente arriva a poche ore dai timori che il senatore del Pd, Gianluca Rossi, ha nuovamente sollevato in relazione alla possibilità di un accordo tra l’indiana Tata steel e il Gruppo tedesco, ma anche a poche ore dalle dichiarazioni rilasciate ai quotidiani umbri dall’ad Burelli che proprio sul punto ha affermato: «Ast è una società satellite di Tk per cui non posso confermare né smentire, ma trovo normale che due multinazionali dialoghino tra loro. Poi quel che succederà tra uno, due o tre anni nessuno può dirlo». E sul futuro di Ast: «Dopo la ristrutturazione è arrivato il momento della stabilizzazione dei risultati e dello sviluppo, in due parole evoluzione e non rivoluzione».

Linea 6 e Titanio Insaturazione degli impianti, trasferimento della linea 6 da Torino e Titanio: «Le insaturazioni sono un dato fisiologico con cui fare i conti. Nel caso della linea 6 stiamo procedendo secondo la tabella di marcia, tra agosto e settembre inizieremo le fondazioni e a marzo 2017 la rimetteremo in marcia. Sul Titanio – prosegue – dobbiamo registrare che si producono 500 tonnellate a fronte di un milione complessivo, le cifre sono chiara e dopo la decisione di Vdm è diventato tutto più difficile. Coi sindacati ci siamo dati sei mesi di tempo, intanto gli impianti restano comunque in efficienza e pronti a ripartire con gli addetti che però nel frattempo sono stati ricollocati altrove. Per il resto noto segnali interessanti al Centro di finitura, alla Società delle fucine e al Tubificio».

Acciaio sporco Inevitabile un passaggio sull’inchiesta Acciaio sporco: «Giovedì scorso dopo il blitz della Forestale ho vissuto stati d’animo contrapposti, da un lato la contentezza di fronte a un malaffare che veniva scoperto e dall’altra la delusione per quei dipendenti che abbiamo subito sospeso in attesa di sapere come si evolverà la loro vicenda processuale, ma a fronte di 5 dipendenti sospesi che ne solo 2.379 che lavorano con onestà e impegno ogni giorno. Ieri ho incontrato uno di loro che mi ha confessato di aver pianto quando ha saputo la notizia degli arresti, è come se avessero rubato a casa sua».

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