giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:12
20 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:31

Assisi, veleni dopo il ballottaggio. Vescovo attacca: «Calunniato». Bartolini: «Enti entrati a gamba tesa»

Sorrentino: «Clima di aggressione in una campagna elettorale toni particolarmente accesi». Centrodestra si lecca le ferite mentre il centrosinistra esulta

Assisi, veleni dopo il ballottaggio. Vescovo attacca: «Calunniato». Bartolini: «Enti entrati a gamba tesa»
Domenico Sorrentino (foto U24)

di D.B.

Non i soliti, istituzionali, auguri di buon lavoro. Il giorno dopo il ballottaggio che ha consegnato ad Assisi la vittoria al centrosinistra di Stefania Proietti, il vescovo della città Domenico Sorrentino si toglie ben più di un sassolino dalle scarpe. Il presule denuncia infatti in una nota il «clima di aggressione» cui è stato sottoposto nel corso di una «campagna elettorale che ha registrato ad Assisi toni particolarmente accesi». Il vescovo offre comunque il suo perdono, anche a quelli che paventando un suo sostegno a questo o quel candidato, si sono spinti fino alla calunnia: questo perché il presule assisiate comprende che «i tempi di passione spingono a simili derive». Sorrentino si domanda «se quanti si sono espressi su di lui in modo così apertamente proditorio, approfittando del suo silenzio di rispetto elettorale, siano stati all’altezza di una città che dovrebbe distinguersi anche per il suo livello culturale e il suo spirito di pace». Frasi dirette sostanzialmente contro il centrodestra e contro quei commenti sui social network che hanno dipinto Proietti come «la candidata del vescovo»,

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Auguri e sassolini Sorrentino inoltre, che formula i suoi «auguri di buon lavoro al neo-eletto sindaco, Stefania Proietti, e a tutti gli eletti, di ogni ispirazione e parte politica, nel rinnovato consiglio comunale», auspica «un rasserenamento degli animi e una rinnovata capacità di collaborazione», riproponendo i dieci punti del messaggio che aveva diffuso all’inizio della campagna elettorale. Dieci punti che «si pongono al di là e al di sopra degli schieramenti e delle geografie politiche», esprimendo «la politica della persona umana, che non né di destra, né di sinistra, né di centro». E se Sorrentino mette i puntini sulle i, nel centrodestra andato in mille pezzi all’appuntamento elelttorale è il momento di leccarsi le ferite e di capire perché è stata persa una roccaforte dopo 20 anni di governo. Domenica sera il clima all’interno del comitato di Giorgio Bartolini era teso e nervoso.

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Bartolini Il giorno dopo il candidato sindaco, oltre a ringraziare tutti i componenti delle liste che lo hanno sostenuto, la mette giù così: «Abbiamo perso. Probabilmente i motivi sono da ricercare nella bassa affluenza alle urne e al fatto che il centrodestra è andato diviso e non siamo riusciti a far convergere su di noi la maggior parte dei consensi dell’elettorato che aveva votato in precedenza per Lunghi». Oltre a ciò Bartolini, la cui dichiarazione si può leggere sovrapponendola a quella del vescovo, vede delle ombre: «L’elezione poi è stata pesantemente influenzata dall’interferenza di alcuni enti del nostro territorio che sono entrati “a gamba tesa” con telefonate e quanto altro, un modo di fare inimmaginabile fino a pochi anni fa». Chi invita in modo deciso a cambiare strada è invece Marco Squarta, consigliere regionale di FdI che al posto di Bartolini avrebbe preferito un candidato come Giuseppe Caforio.

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VIDEO: INTERVISTA A BARTOLINI

Facce nuove «Sa oggi in poi per poter vincere – dice – occorre unità e compattezza, ripetendo il ‘Modello Perugia’, con facce nuove capaci di mettere insieme innovazione ed esperienze, non necessariamente politiche». Squarta suggerisce quindi di lavorare «per un centrodestra unito, organizzato, ma soprattutto bilanciato che sappia coniugare l’anima più moderata a quella più radicale. Evitiamo che passioni e rancori prevalgano anche in futuro penalizzando il nostro risultato elettorale, gli elettori vogliono persone nuove». Dall’altra parte della barricata, invece, si gongola: «Si è chiuso un capitolo fatto di vecchia politica incrostata da personalismi – sostiene Maurizio Ronconi, coordinatore regionale del Centro democratico -, fatta da troppo tempo di sindaci che diventavano vice sindaci e vice sindaci che aspiravano a diventare sindaci. Ad Assisi ha vinto un progetto in cui il Pd si affida alla alleanza con i moderati e con i cattolici e che trasforma la città in vero laboratorio politico».

Leonelli Il segretario dei dem Giacomo Leonelli ribadisce quanto detto a caldo: «Assisi dimostra che quando il Pd fa il Pd e si apre alle migliori energie delle città con scelte innovative vince, anche nelle situazioni più difficili. Quando invece litiga o si chiude in discussioni tutte autoreferenziali perde». Un Leonelli convinto anche che «niente è più scontato, che i vecchi schemi dell’”usato sicuro” e dell’automatica ricandidatura nei secondi mandati sono definitivamente archiviati, e che o trasmettiamo agli elettori, anziché un pigro continuismo, la voglia di futuro e di nuove sfide, oppure i lunedì post elettorali ci riserveranno purtroppo altre amarezze». Un Leonelli che si toglie anche quale sassolino dalle scarpe: «Quando decidemmo di candidare Stefania Proietti dissi che sarebbe stato un laboratorio per l’Umbria del futuro, in una città che, visto il dato delle ultime regionali, appariva come la più difficile per il Pd e per questo fui attaccato: mi venne detto che il Pd avrebbe ‘abdicato’ al suo ruolo. Risposi che il Pd avrebbe abdicato al suo ruolo se avesse continuato a chiudersi in se stesso secondo vecchie logiche.

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Rometti Di «grande vittoria» parla anche Silvano Rometti, consigliere regionale del Psi, soddisfatto anche per l’ingresso in consiglio comunale del socialista Luigi Bastianini: «Rinnovamento significa competenza, professionalità e credibilità, non nuovismo o giovanilismo a prescindere. La scelta di Stefania – prosegue il consigliere regionale – ha rappresentato il vero valore aggiunto in queste elezioni comunali. Il nome e il profilo della candidata vanno ben oltre la somma del contributo delle liste. È stata una scelta intelligente anche dettata dalle soddisfazioni professionali della Proietti, ingegnere ambientale, esperta in un settore strategico per il futuro e la sostenibilità della nostra Regione».

Sinistra Pd Dalla sinistra Pd invece «lo storico risultato di Assisi» viene visto come «uno spiraglio di luce» ma spazio per trionfalismi non ce n’è perché ci sono le «ombre» di Bevagna e Bettona e «inoltre, salvo il caso di Parrano, nessun candidato del Pd è stato eletto sindaco. Un dato che obbliga a riflettere sulla capacità di selezionare la classe dirigente». Insomma, «guai a guardare l’Umbria soltanto dalla prospettiva assisana. I gruppi dirigenti del Pd umbro non possono limitarsi a un’analisi consolatoria, quando il partito perde sul terreno dei voti assoluti un gran numero di elettori in quasi tutti i comuni, compresi quelli dove il centro-sinistra vince o si conferma forza di governo. Lo stato di salute del Pd, in breve, è precario».

Twitter @DanieleBovi

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  • Luca Gianantoni

    Il perdono se lo tenga per lei, non è mica Cristo in terra, le ricordo di leggere l art.7 della Costituzione italiana che andrebbe rispettata ogni tanto.

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