giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:37
17 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:26

Assisi, presidio sotto la comunità di Torchiagina: «Basta casi di maltrattamenti»

Cgil e Spi sotto la struttura su cui indaga il Nas: «Più controlli dalla Regione e aprire maggiormente alla società esterna»

Assisi, presidio sotto la comunità di Torchiagina: «Basta casi di maltrattamenti»
Presidio a Torchiagina

«Siamo oggi qui davanti a questi cancelli per non dover essere domani in qualche altra struttura simile della nostra regione». Venerdì mattina Cgil e Spi Cgil di Perugia, insieme alla Lega Spi Cgil di Assisi e Bastia, hanno dato vita ad un presidio davanti alla comunità “L’alveare” di Torghiagina (Assisi), finita al centro di un’indagine del Nas per presunti gravi maltrattamenti sui pazienti, persone deboli, in molti casi malati psichici.

Basta casi simili «Prima di tutto è a loro che vogliamo testimoniare la nostra solidarietà e vicinanza – ha spiegato davanti all’ingresso della struttura Rita Paggio, segretaria generale dello Spi Cgil dell’Umbria – e poi vogliamo sollecitare interventi adeguati affinché situazioni come questa, purtroppo non la prima nel suo genere, non si verifichino più».

Più controlli Cgil e Spi chiedono dunque alle istituzioni, in primis alla Regione, maggiori controlli sulle strutture che ospitano persone non autosufficienti, in molti casi anziani. Un controllo che però, secondo il sindacato, non deve essere solo “istituzionale”, ma anche sociale. «Chiediamo di aprire strutture come questa al territorio, di consentire l’ingresso e lo scambio con la società regionale, con il volontariato, con l’associazionismo e con il sindacato – ha aggiunto Paggio – perché siamo convinti che, come era nello spirito della legge Basaglia, vadano superate prima di tutto la chiusura e l’isolamento a favore di integrazione e partecipazione».

Condizioni spesso inadeguate Al presidio, insieme allo Spi Cgil era presente anche la Cgil di Perugia, con il segretario generale Filippo Ciavaglia: «Il nostro pensiero va anche ai tanti lavoratori onesti che operano in strutture di accoglienza e cura nel nostro territorio – ha detto Ciavaglia – troppo spesso in condizioni non adeguate rispetto alla delicatezza di un lavoro come questo, che genera livelli altissimi di stress. Un adeguata formazione e il rispetto dei contratti e delle norme sono quindi fondamentali, anche a tutela degli stessi pazienti e ospiti di queste strutture. Per questo – ha concluso il segretario della Cgil di Perugia – i controlli dovrebbero riguardare anche le condizioni di chi lavora in questo settore».

©Riproduzione riservata

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