mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:09
9 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:43

Assisi, gli alleati Cristiano-riformisti a Proietti: «Trasformismo politico e giunta depotenziata»

Dura lettera della lista al sindaco: «Non ci ha neppure consultati, vigileremo sul programma con la sua stessa autonomia di giudizio»

Assisi, gli alleati Cristiano-riformisti a Proietti: «Trasformismo politico e giunta depotenziata»
Stefania Proietti

di Daniele Bovi

Non c’è solo il Pd ad avere forti, fortissimi mal di pancia a proposito dei nomi scelti dal neosindaco di Assisi Stefania Proietti per la sua giunta e per il modo in cui le deleghe sono state ripartite. Nelle scorse ore sul tavolo del primo cittadino è arrivata una lettera firmata dalla lista dei Cristiano-riformisti, terza gamba della coalizione che ha strappato Assisi a un centrodestra con tendenze suicide: una missiva di una pagina che muove un’accusa in quattro punti al primo cittadino, chiara fin dall’attacco in cui si spiega che è «da notizie di stampa» che «siamo venuti a conoscenza delle scelte da ella operate». Una lista, quella dei Cristiano-riformisti (che in consiglio ha eletto Luigi Bastianini), per la quale «lei non ha avuto la sensibilità politica e istituzionale né di consultarci prima né d’informarci dopo» e che dunque prende atto «delle scelte da Lei operate in assoluta e totale autonomia in forme e procedure quantomeno politicamente singolari».

La lettera Nella lettera, a proposito della nomina di Claudia Travicelli, si parla di «trasformismo politico» e di poca chiarezza su un possibile «allargamento della maggioranza di centro-sinistra alla lista guidata da Antonio Lunghi»; un Lunghi che con la sua lista si era dichiarato «alternativo al centrosinistra prima e dopo il ballottaggio». La freddezza verso il neosindaco è plateale al punto tre: i Cristiano-riformisti, dopo aver spiegato di non ambire ad alcunché, promettono di vigilare «rigorosamente» sull’attuazione del programma «con la stessa autonomia di giudizio con la quale lei ha scelto e definito la struttura e la composizione della sua giunta». Se non è un preavviso di appoggio esterno, poco ci manca.

IL PD IN SUBBUGLIO PER LE NOMINE

Caso Assisi Da ultimo, le deleghe: Assisi, secondo la terza gamba della coalizione, è «l’unico Comune in Italia dove, in capo ad una sola persona, nella fattispecie il sindaco, si assegnano numerosissime, pesanti ed impegnative deleghe». Una scelta il cui risultato è il «depotenziamento» della giunta. «Delle due l’una: o il sindaco – conclude la lettera – ha delle capacità intellettuali, di lavoro, di competenze e di solidità fisica al di fuori del comune oppure non ha una grande considerazione delle qualità e capacità dei suoi assessori». Altre bordate alla giunta arrivano da parte della Sinistra per Assisi, che alle elezioni aveva presentato un suo candidato, Luigino Ciotti. «Ci meravigliamo – dicono con un gioco di parole a proposito della giunta – della meraviglia di molti. Non c’è stato nulla, in tutta la vicenda politica di questa tornata amministrativa da poco conclusasi, che lasciasse presagire che qualcosa di nuovo sarebbe potuto accadere».

Sinistra La Sinistra parla di una candidata «venuta dal nulla» e di un «progetto civico già andato a rotoli». La Sinistra ne ha per tutti, da Guarducci a Travicelli, anche se «quello che però principalmente spaventa di questa nuova giunta è l’accentramento nelle mani della sindaca di tutte le deleghe importanti: in perfetto stile renziano, qui “sola al comando” è una donna, ma la questione non cambia. In pratica la giunta non esiste. La giunta è la sindaca. Affiancata dal suo staff esterno». Una giunta sulla quale, a testimonianza del gelo che c’è nonostante il caldo di questi giorni, il Pd asssisano non si è ancora ufficialmente espresso.

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