martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:57
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:19

Asm fa mezzo milione di utile, Cda: «Serve un socio». Nel piano mini bond e sbarco in Borsa

Terza commissione consiliare in visita agli impianti della multiservizi, c’è il piano strategico

Asm fa mezzo milione di utile, Cda: «Serve un socio». Nel piano mini bond e sbarco in Borsa

MULTIMEDIA

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di Mar. Ros.

«Quattro grandi multiutility la fanno da padrone in Italia: Iren, A2a, Hera e Acea, ciascuna in diverse aree del paese; tutte quotate in borsa che guardano ai possibili investimenti e in crescita per effetto delle fusioni che stanno compiendo con altre società. Noi rappresentiamo un boccone appetibile in questo contesto al pari della Vus di Foligno e Spoleto che di fatto abbiamo iniziato a corteggiare. Non possiamo gestire tutto da soli, forse nel breve periodo sì ma non possiamo pensare di chiuderci. Se la nostra capacità di investimento si aggira attorno a qualche milione di euro e il nostro bacino d’utenza viaggia sulle 65 mila unità, dobbiamo tenere conto del fatto che questi grandi gruppi contano dai 4 ai 16 milioni di utenti e possono investire anche 1 miliardo».

Consiglieri in tour agli impianti Asm: fotogallery

Bilancio chiuso con mezzo milione di utile Questo il cuore dell’intervento del presidente di Asm Carlo Ottone che ha ospitato la terza commissione consiliare nella sede di via Bruno Capponi, con annesso tour tra gli impianti della multiservizi. «Questi sono argomenti – dice il numero uno – sui quali impostare riflessioni e ragionamenti, poi sarà la proprietà a decidere». La palla passa al Comune perché, come ricordato, Asm è totalmente controllata da Palazzo Spada e già si serve di società collegate per l’attività che svolge nei servizi pubblici (Green Asm, Umbria energy, Umbria distribuzione, Sii). Il consigliere Enrico Melasecche (I love Terni): «Valutiamo tutte le ipotesi, ma non possiamo rischiare che ‘il gioiello di famiglia’ (come lo ha definito l’assessore al bilancio, ndr) finisca al banco dei pegni, per una svendita».

Piano strategico All’attenzione di consiglieri e sindacalisti intervenuti, è stato posto il bilancio 2015 chiuso con un utile di 527.744 euro (in aumento rispetto ai 388.651 euro del 2014) e il piano strategico di breve e medio termine. Sul tavolo dunque non un vero e proprio business plan, tanto che la consigliera Cinque stelle Valentina Pococacio lo fa notare: «Noi dovremmo votare il piano industriale, questo non è da considerarsi esaustivo e c’è anche scritto». Le strategie contenute nel piano poggiano le basi su quattro ipotesi: alienazioni di partecipazioni non vantaggiose per le economie aziendali, emissione di mini bond per diversificare le fonti di finanziamento, l’ingresso nel capitale di un socio terzo e la quotazione in Borsa.

Dibattito politico sulle partecipate La Pococacio, sfogliando il piano strategico, ha formulato al presidente Ottone una raffica di domande per chiarire alcuni aspetti e dal Cda è stata mostrata massima disponibilità a rispondere via mail a tutte le questioni poste tra cui questa: «I ricavi da Css, secondo quanto scritto nel documento, sono pari a zero; significa che non si conta pensa di produrre Css, o che non si pensa di guadagnare con la produzione di Combustibile solido secondario?». A chiudere il giro di interventi ci ha pensato il consigliere del Pd Fabio Narciso che, ringraziando la collega grillina per la puntualità delle domande tecniche poste, si è gettato sulle considerazioni politiche: «Asm è un’azienda strategica non solo per il Comune ma per la collettività, insieme al Cda l’ente deve incanalarsi in un percorso condiviso per il bene della multiservizi, non si può certo pensare di legare a questa realtà le sorti del bilancio di Palazzo Spada». Il materiale per alimentare il dibattito in corso è servito.

Twitter @martarosti28

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