mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:19
25 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:02

Asili nido, genitori del Magnolia: «Da Waguè nessuna risposta, no giochi politici»

Dopo il caso dell'assessore che abbandona l'assemblea la presa di posizione: «Devono spiegarci i veri motivi per chiudere la scuola»

Asili nido, genitori del Magnolia: «Da Waguè nessuna risposta, no giochi politici»
Il momento in cui Waguè lascia l'assemblea

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di Iv. Por.

«Non vogliamo più essere messi in una situazione di disagio come quella dell’assemblea. Noi vogliamo soltanto garantire un servizio sacrosanto, quale quello del nido a Collestrada. Noi vogliamo essere presi sul serio». Si conclude così il comunicato scritto dal comitato genitori dell’asilo nido “Magnolia” di Collestrada, in seguito all’assemblea pubblica di mercoledì 20 aprile al Cva di quartiere. Quella divenuta famosa per il video che mostra l’assessore Waguè abbandonare dopo uno scontro con il consigliere di opposizione Nilo Arcudi.

VIDEO: WAGUE’ ABBANDONA ASSEMBLEA

No giochi politici Innanzitutto, i genitori sottolineano il loro «essere e voler rimanere apartitici». «A nessuno di noi – scrivono – è mai venuto in mente di esprimere opinioni a favore di uno schieramento piuttosto che di un altro, in quanto il comitato è nato spontaneamente in seguito ad un’ingiustizia subita da cittadini che si sono ritrovati a ragionare su una via d’uscita a tale situazione. Se vogliamo essere precisi, onesti e corretti, dal nostro operato e dalle decisioni fin qui prese, ben emerge questa caratteristica. La nostra incapacità nel gestire una situazione come quella dell’assemblea pubblica, trasformatasi in meno di un’ora in uno scandaloso e assolutamente fuori luogo teatrino di rivendicazioni politiche, dovrebbe far riflettere molto sul motivo per il quale questa protesta ha preso forma: il benessere dei nostri figli».

Nessuna risposta Nel merito dell’assemblea «tralasciando la dinamica che tutti ormai conoscono e la fuga dell’assessore Wague – proseguono i genitori – siamo rimasti più sconvolti dal fatto di non aver ricevuto risposte soddisfacenti. Il discorso che l’assessore ha iniziato e che, purtroppo, anche a causa delle nostre interruzioni, non ha potuto portare a termine, era un discorso che noi del comitato già conoscevamo. Le stesse identiche informazioni sono state fornite dallo stesso Wague il giorno in cui abbiamo presidiato il Consiglio Comunale. Ovviamente, in sede di assemblea, avremmo voluto risposte più dettagliate, avremmo voluto la dimostrazione di un interesse maggiore, soprattutto perché l’assessore conosceva le domande che gli sarebbero state poste da noi. Unica notizia di rilievo è sembrata quella riguardante l’investimento per adeguare la Magnolia alla normativa antincendio: 400.000 euro. Una cifra buttata lì, senza dare ulteriori informazioni. Alla nostra domanda “quali sarebbero i lavori da affrontare?”, la risposta di cui ci saremmo dovuti accontentare è che l’assessore “non è un tecnico”?».

Perché chiude Magnolia? I genitori si chiedono poi se nella questione delle imminenti privatizzazioni dei nidi di Perugia rientri anche il “Magnolia” ovvero se il Magnolia viene chiuso perché non vale la pena investire in un servizio con una ricettività di 24 bambini. «A questa risposta – dicono – non ci siamo proprio arrivati, ma quando qualcuno ha sollevato il problema Wague ha scosso la testa, come se fosse una notizia falsa. Venire ad un’assemblea pubblica senza fornire le spiegazioni richieste, pretendendo di fare una sorta di monologo, alzando la voce (prima ancora che la alzasse Nilo Arcudi, sia ben chiaro) con le stesse persone che ti pongono le domande e non avendo il benché minimo interesse all’incontro con i cittadini che dovresti tutelare, non è fare politica».

Prossimo incontro Come spiegato anche da Waguè a Umbria24, l’assessore si è detto disponibile a un incontro privato con il comitato. «Forse i luoghi troppo affollati lo mettono a disagio, o forse ha notizie più rilevanti da fornire, chissà. Resta il fatto che, da un evento che abbiamo aspettato per quasi un mese, non sia uscito niente di buono, se non polemiche e inutili attacchi. Forse chi fa politica è abituato a questi comportamenti, ma noi no. Noi comuni mortali poniamo domande chiare e pretendiamo risposte dirette: anche brutte, ma le vogliamo! Non si pretende che una struttura inadeguata o non a norma continui ad esistere, ma non si può pretendere da noi che crediamo a qualunque cosa ci venga detta: siamo fuori dai giochi politici, ma non siamo Alice nel paese delle meraviglie».

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