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18 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:19

Art Bonus non esalta l’Umbria: solo 6 Comuni propongono restauri a privati, donazioni scarse

Nel portale del Mibact inseriti 27 beni, la Toscana ne seleziona 134 e le Marche 74. Solo Perugia conclude raccolta per tre recuperi, nella provincia di Terni Carsulae va in solitaria

Art Bonus non esalta l’Umbria: solo 6 Comuni propongono restauri a privati, donazioni scarse
Il portale dell'Art Bonus

di Chiara Fabrizi

Sono ventisette i beni storici e artistici in attesa di restauro che enti locali e istituzioni pubbliche umbre hanno inserito nel portale dell’Art bonus, ossia lo strumento introdotto un anno fa dal ministro Dario Franceschini per sollecitare il mecenatismo degli italiani e quindi le donazioni a colpi di sgravi fiscali.

Art Bonus: proposti 27 restauri Quella dell’Umbria non è una risposta particolarmente entusiastica, specie al confronto della vicina Toscana che nell’elenco ha inserito 134 beni di patrimonio pubblico a caccia di un finanziatori, quasi il doppio delle Marche che ne ha proposti 74, ma anche il Lazio fa più dell’Umbria chiedendo aiuto ai privati per 34 restauri. E così a spulciare l’elenco si apprende che di 92 Comuni della regione, soltanto quattro hanno voluto tentare il percorso indicato dal governo, ossia Perugia, Foligno, Gubbio e Città della Pieve, anche se poi i Comuni coinvolti salgono a sei con l’intervento del Polo museale dell’Umbria e la Soprintendenza archeologica che hanno proposto un intervento ciascuno e la cui iniziativa assicura anche la rappresentanza della provincia di Terni, presente nella lista dei 27 beni umbri con un unico restauro, ossia Carsulae.

Interventi da 500 euro fino a 425 mila Complessivamente gli interventi proposti sul patrimonio selezionato girano intorno a quota 1,1 milioni di euro, col Comune di Città della Pieve che da solo chiede aiuto ai privati per 425 mila euro al fine di «sostenere il Museo civico diocesano di Santa Maria dei Servi per il restauro e la valorizzazione dei reperti etruschi rinvenuti nel sito archeologico di San Donnino». Se proprio dal confine della Toscana viene elaborata la proposta di restauro più pesante economicamente e per la quale finora sono stati versati poco meno di 3 mila euro, dall’altra parte dell’Umbria, ossia a Gubbio sono state selezionate opere che richiedono restauri di valore ben diverso. È il caso del dipinto di autore ignoto ma risalente alla secondo metà del XVI secolo noto come Visitazione e in attesa di un restauro da 500 euro.

Grandi assenti, Perugia fa tre centri Al di là di grandi assenze nell’elenco dei beni proposti ai privati per l’Art Bonus, tra questi figura il Comune di Spoleto, che mesi fa aveva presentato un piano individuando numerose opere e siti storici salvo poi, come rivelato da Il Messaggero, non inserirli nel portale del ministero tra lo stupore di uffici e amministratori che non hanno saputo spiegarne il motivo. Idem Magione che non figura nell’elenco, pur avendo annunciato la selezione beni. Assenze pesanti quelle dei grandi Comuni come Terni e Città di Castello, mentre l’unico ente a concludere la raccolta fondi per alcuni beni proposti è il Comune di Perugia. Il municipio ha ottenuto i 50 mila euro richiesti per il restauro dell’arco e delle statue del Frontone, ottenendo 48 mila euro da un unico donatore e altre otto donazioni per cifre comprese tra cento e mille euro. A Perugia con l’Art Bonus si è già concluso il restauro della vera del Pozzo etrusco costato 43 mila euro, cifra interamente donata da un solo mecenate, Ruggiero Ranieri. Stesso risultato per il restauro della fontana di Maestà delle volte da 25 mila euro, mentre ha ancora una lunga strada davanti quello per la Fonte dei Tintori che necessita di 150 mila euro ma per ora ne ha ricevuti poco più di 28 mila.

Beni ancora senza donazioni Per tutti gli altri beni inseriti non risultano ancora pervenute donazioni, fanno eccezione i 3 mila euro versati al Comune di Città della Pieve per il restauro da 425 mila euro per i reperti di San Donnino. Zero disponibilità economiche, quindi, per il recupero del Parco Ranghiasci di Gubbio (100 mila euro), ma anche per il progetto di «realizzazione app e sito web con riordino dei depositi, manutenzione e restauro opere» da 150 mila euro proposto dalla Galleria Nazionale di Perugia. A secco anche il Tempietto di Campello sul Clitunno a cui servano 32 mila euro per restauro e adeguamenti impianti, l’ex chiesa di Santa Caterina a Foligno (100 mila euro) e l’area archeologica di Carsulae (12 mila euro).

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