martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:18
5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:45

Appalti, pulizie, turismo e multiservizi: in sciopero migliaia di lavoratori ‘invisibili’

Venerdì incrociano le braccia gli addetti del settore. Sgalla: «Strategici per il nostro Paese ma operano in condizioni difficili»

Appalti, pulizie, turismo e multiservizi: in sciopero migliaia di lavoratori ‘invisibili’
Foto archivio (U24)

«Lo sciopero di domani interesserà anche in Umbria migliaia di lavoratrici e lavoratori che troppo spesso sono invisibili ai nostri occhi, ma senza i quali non saremmo in grado di soddisfare bisogni imprescindibili, connessi per esempio alla salute o all’istruzione dei nostri figli e ad altri aspetti fondamentali della nostra vita quotidiana». Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria, esprime così la solidarietà e il sostegno di tutto il sindacato ai lavoratori dei servizi, delle pulizie, degli appalti, delle farmacie private, del turismo e del comparto termale che, domani, venerdì 6 maggio, saranno chiamati ad incrociare le braccia per chiedere il rinnovo dei propri contratti di lavoro, scaduti in alcuni casi da molti anni.

Invisibili «Si tratta di lavoratrici e lavoratori che operano in settori strategici per l’economia del nostro Paese e rappresentano una componente rilevante del Pil anche nella nostra regione – continua Sgalla – basti pensare al turismo, ma anche al grande universo degli appalti pubblici e privati. Sono donne e uomini che svolgono lavori importanti – insiste il segretario Cgil – come ad esempio la refezione e la pulizia nelle scuole, negli asili e negli ospedali, nonché prestazioni attinenti alla salute delle persone. Ma molto spesso – prosegue Sgalla – sono costretti ad operare in condizioni estremamente difficili: orari impossibili, luoghi di lavoro deserti, ritmi spesso insostenibili per stipendi da fame, che non raggiungono quasi mai i mille euro mensili. Il tutto – conclude il segretario Cgil – rischiando spesso di compromettere anche la propria sicurezza. Ecco perché serve subito il rinnovo dei contratti, che restituiscano un po’ di dignità e di salario a queste lavoratrici e a questi lavoratori».

©Riproduzione riservata

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