giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 06:59
11 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:38

Aperta la Porta santa di Arrone, vescovo Boccardo: ‘Consolazione e speranza ai terremotati’

Oltre 200 fedeli al santuario della Madonna dello Scoglio, Don Davide: «Grazie ai santesi per la gioia con cui hanno organizzato questo evento nell’anno giubilare della Misericordia»

Aperta la Porta santa di Arrone, vescovo Boccardo: ‘Consolazione e speranza ai terremotati’

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di Marta Rosati

Aperta la porta santa alla Madonna dello Scoglio di Casteldilago, nel comune di Arrone. Nel piccolo santuario, recentemente restaurato grazie al contributo della Fondazione Carit, centinaia di fedeli hanno pregato in nome della Misericordia e più volte durante le celebrazioni iniziate col pellegrinaggio di buon mattino, il vescovo della Diocesi Spoleto-Norcia Renato Boccardo ha chiesto di pregare per le popolazioni terremotate «Per loro chiediamo speranza e consolazione».

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Boccardo apre la Porta santa ad Arrone Giovani, anziani, autorità e scout in cammino, i santesi (lo staff organizzativo) in prima fila, con loro il vescovo e i parroci di Arrone, Ferentillo e Collestatte. Un ristoro oltre la metà del percorso e poi l’arrivo alla chiesa per la solenne apertura della Porta santa, non prima dell’aspersione: «Benediciamo l’acqua della cisterna, di cui si narra – ha spiegato don Davide Travagli, parroco di Arrone – sia iniziata a sgorgare dalla roccia dopo l’invocazione della Madonna». E intanto tutti hanno ben impresso nella mente l’episodio dello scorso anno, quella immagine è ancora visibile. Tra i fedeli presente il anche sindaco del paese Loreto Fioretti.

Diocesi Spoleto-Norcia «La Porta santa – ha detto l’arcivescovo – non è un talismano, nulla di magico ma rappresenta l’accoglienza di Dio che ci vuole bene e ci abbraccia nella sua misericordia. Il Signore io sono la porta chi passa attraverso di me trova pascolo. Se siamo qui è per rinnovare l’impegno di vita cristiana con coerenza».  È stato dunque Boccardo a varcare per primo la soglia della piccola chiesetta col nuovo splendore del suo altare, rimesso a nuovo come il soffitto e nella quale presto si interverrà sui pavimenti: «Grazie alla Fondazione  Carit – ha detto Don Davide – per il contributo economico, grazie a chi ha fattivamente lavorato, alla Soprintentenza e all’architetto Miro Virili, ma un grazie profondo va ai santesi per come si sono messi a disposizione perché questa domenica fosse memorabile, mi avete commosso».

Madonna dello Scoglio Durante la Santa messa è stata letta la Parabola del pastore che smarrisce una di cento pecore e la donna che perde una di dieci monete: «Queste parole – ha detto Boccardo nella predica – ci portano nello spirito del Giubileo. La moneta e la pecora sono simboli che rappresentano noi il pastore e la donna rappresentano Dio che viene a cercarci, Dio che non si da pace fin quando non ritrova tutti i suoi figli. Oggi siamo in questo santuario così bello e rinnovato, così caro alla gente di questa valle per affidare alla madonna il nostro proposito di vita cristiana. Arriviamo qui con tante richieste ed è bello perché è il segno della fede in Maria che ci ascolta ma noi cosa le portiamo? Andando via di qua facciamo u gesto concreto di misericordia». Ai fedeli a fine messa è stato donato il santino della Madonna dello scoglio e l’acqua benedetta.

@martarosati28

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