venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 01:47
14 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:26

Antenne di Miranda, ipotesi delocalizzazione resta sul piatto: lunedì consiglio straordinario dedicato

Al vaglio spostamento a Rocchetta con incentivi, ma emittenti tv temono problemi tecnici: Comune disporrà studio di verifica e prima commissione interverrà in base ai risultati

Antenne di Miranda, ipotesi delocalizzazione resta sul piatto: lunedì consiglio straordinario dedicato

di Marta Rosati

Il display installato da Arpa sulla centralina di Miranda non è una misura sufficiente per dare ai cittadini le risposte che attendono da tempo, per questo motivo Palazzo Spada torna ad occuparsi del caso antenne: lunedì si terrà una seduta di consiglio straordinario dedicata esclusivamente al tema e intanto prende sempre più piede l’ipotesi di una delocalizzazione degli impianti ma ci sono nodi da sciogliere: prima commissione al lavoro insieme all’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti.

‘L’onda del terrore’ La lotta di Giovanni Barbanera contro l’inquinamento elettromagnetico (l’onda del terrore in una sua canzone), come recentemente ricordato, non è stata vana; anzi, grazie al suo sciopero della fame mentre era incatenato sulla piazzetta di Miranda, Arpa ha già sciolto un nodo fondamentale, quello del monitoraggio costante di emissioni. Come è noto però, sulla scorta di quanto rivendicato dal comitato di Miranda per bocca del presidente Meschini, perché ci sia una riduzione di onde elettromagnetiche lì concentrate è necessaria un trasferimento delle antenne. Delocalizzare aiuterebbe anche a mettere le paci tra Palazzo Spada e residenti, ma servono risorse: i privati dovrebbero essere cioè incentivati. Intanto il Comune un passo avanti in questa direzione lo ha già compiuto: l’ente è pronto a mettere a disposizione un terreno di sua proprietà ‘Rocchetta’ di Marmore ma l’operazione non è così semplice.

Intervista all’ingegnere Giovanni Barbanera: video

Antenne Miranda Di base, la prima commissione dovrebbe studiare un pacchetto di ‘sgravi e agevolazioni’, più in generale incentivi, rivolti ai gestori delle emittenti tv per convincerli a trasferire le antenne; tutto ciò senza dimenticare che questo comporterebbe comunque lavori di preparazione del terreno tutt’altro che a costo zero. C’è dell’altro: pare che di fronte all’ipotesi del Comune, i proprietari degli impianti abbiano manifestato il timore di problemi tecnici nell’area Rocchetta che diminuirebbero probabilmente il raggio di copertura di segnale. L’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti, a questo proposito, ha riferito alla prima commissione presieduta da Faliero Chiappini (Città aperta) che l’amministrazione sarebbe pronta a commissionare uno studio ad hoc.

Studio su area Rocchetta Questo, insieme al consiglio dedicato in programma per lunedì 19 settembre (proposto dal M5s e condiviso dai presidenti dei vari gruppi consiliari) sarà propedeutico alla stesura dell’atto per la delocalizzazione. Alla seduta sono stati invitati a partecipare, oltre ai tecnici comunali, i rappresentanti dei gestori degli impianti che sarebbero in tutto 71, tecnici Arpa, Asl, il comitato dei cittadini ed i presidenti provinciali degli ordini degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei periti industriali, dei medici, dei medici veterinari e dei geologi: ‘l’onda del terrore’ insomma sarà la protagonista assoluta del dibattito pubblico nella massima assise cittadina di Terni.

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