martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:10
4 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:22

Ancora una ‘tegola’ sopra le ‘Logge’ del ‘Chocobar’ di Guarducci, Umbria grida Terra: «Irregolarità»

Guarducci: #Lavorianormadilogge, Gioform: «Illazioni pubbliche molto gravi e lesive dell'immagine dei soggetti coinvolti in questo ambizioso progetto»

Ancora una ‘tegola’ sopra le ‘Logge’ del ‘Chocobar’ di Guarducci, Umbria grida Terra: «Irregolarità»

di M.T.

Non pare avere fine la polemica innescata in città sul ‘Chocobar’ che Eugenio Guarducci, ideatore di Eurochocolate, sta per aprire. Arriva un’altra tegola, è il caso di dire: sopra le ‘Logge’ di Braccio Fortebracci, il luogo ‘dello scandalo’, secondo alcuni.

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La polemica infinita Alcuni, sono i membri dell’associazione ‘Umbria grida terra’, che in diverse occasioni hanno organizzato appuntamenti di protesta proprio davanti alla cattedrale di Perugia, all’ombra della fontana, dove gli striscioni e le scritte di protesta sono fermi, come a presidio, come un campanello per quanti passano. Di ragioni dall’una e dall’altra parte se ne sono sentite, con tutte le sfumature del caso e, neppure questa testata si è risparmiata, nel racconto della vicenda che ha visto protagonisti il patron di Eurochocolate, la mente della nuova inziativa imprenditoriale, la Chiesa, con la Curia che ha detto sì al progetto, motivandolo, i cittadini, dell’uno e dell’altro fronte, favorevoli e contrari, liberi o organizzati in associazione, e ancora i commercianti e i politici.

VIDEO: ECCO COME SARA’ IL LOCALE

La nuova puntata Il capitolo di sabato 4 giugno racconta di una comunicazione ufficiale firmata da ‘Umbria grida terra’ che avrebbe messo qualcuno a spulciare carte in Comune, il cui resoconto bolla come «illegittima» l’iniziativa. Insomma denuncia che, ad avviso dei suoi iscritti, le carte non sono a posto. E scrive: «prendendo visione del Prg comunale vigente, emergono alcune palesi irregolarità riguardanti l’apertura del nuovo ‘Choco bar’ sottostante le Logge di Braccio Fortebracci». L’associazione si dice in «attesa di ottenere copia degli atti amministrativi inerenti i lavori in corso, che ci arriveranno in settimana e che crediamo andranno a comprovare la nostra tesi».

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La nota dell’associazione L’area – aggiungono – «è classificata come edificio religioso e per il culto, parte integrante della Cattedrale di San Lorenzo». Per regolamento comunale – spiegano ancora – «gli edifici religiosi e per il culto ricadenti nel Centro Storico “sono destinati esclusivamente a servizi religiosi». «Questa è la normativa urbanistica comunale – scrivono – che (ad oggi) risulta in vigore, a prescindere dallo stato di fatto o dalle risultanze catastali. Chiediamo, quindi, all’Amministrazione comunale, al Capitolo della cattedrale ed ai privati interessati di spiegare in che modo il progetto approvato è compatibile con il Prg vigente nel Comune di Perugia».

La denuncia L’associazione dunque prefigura due ipotesi possibili: «O ci sono delle irregolarità nel progetto di apertura del choco bar o é stata fatta una modifica ad personam del Prg comunale, senza che questa fosse resa tempestivamente pubblica nel sito del Comune di Perugia (e con questo verrebbe meno il principio di trasparenza delle pubbliche Amminisrazioni e quindi le possibilità di controllo da parte dei cittadini sul loro operato)».

Il tweet Letto l’articolo, Eugenio Guarducci risponde al tweet di Umbria24, con l’ironia che gli è riconosicuta e che parte del successo della sua comunicazione: «Nessuna tegola, #lavorianormadilogge».

La risposta di Gioform «Facciamo seguito alla nota diffusa in data odierna da Umbria Grida Terra che presume delle irregolarità rispetto al progetto relativo ai lavori presso le Logge di Braccio e in particolare a delle carenze riguardanti le destinazioni d’uso dei locali e degli spazi all’aperto per precisare quanto segue: la Società Gioform, congiuntamente al Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, ha presentato al Comune di Perugia regolare Scia prima dell’inizio lavori. È noto come valga il principio generale che prevede come la destinazione d’uso di un locale, se non viene modificata, mantiene il suo status quo e questo vale appunto per i locali sottostanti le Logge di Braccio dove, come noto, già insistevano altre attività commerciali. E la presenza di locali commerciali è di gran lunga antecedente alla stesura del primo Prg di Perugia (1963). Detto questo è bene precisare che con la Legge Regionale n. 12 del 2008 le destinazioni d’uso dei locali e spazi dei Centri Storici sono state sostanzialmente liberalizzate al fine di incentivare la riqualificazione dei centri storici stessi. Un concetto ribadito dal Testo Unico del Governo del Territorio (Legge Regionale n. 1 del 21.01.2015) che anch’esso sovrintende a qualsiasi PRG redatto dai singoli Comuni. Con rammarico constatiamo che ci troviamo, ancora una volta,  a dover rispondere a mezzo stampa a illazioni pubbliche molto gravi e lesive dell’immagine dei soggetti coinvolti in questo ambizioso progetto».

La replica di Umbria grida terra «Prendiamo atto della pronta risposta del signor Guarducci – è spiegato in una nota giunta in serata in redazione -. Le argomentazioni fornite da Gioform (anche a voler ammettere che possano giustificare la legittimità della Scia presentata per la ristrutturazione dei locali commerciali), certamente non sono applicabili alla parte aperta delle logge, che fin dal 1927 non è mai stata adibita ad uso commerciale. Con la programmata installazione dei tavolini, invece, questo spazio verra anche esso utilizzato a fini propriamente commerciali, quale pertinenza alla cioccolateria in costruzione. Ed è proprio a questo che Umbria Grida Terra si riferiva, avendo portato avanti sin dal primo giorno una battaglia proprio per evitare la privatizzazione delle Logge. Rinnoviamo quindi la richiesta all’Amministrazione comunale, che dovrebbe assumere un ruolo imparziale anche nella sua qualità di titolare delle funzioni di vigilanza sull’attività edilizia, di voler esprimere la propria posizione sul punto».

 

 

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