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24 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:19

Ancora un record per Leonardo Cenci, della sfida a maratona New York ne parla anche Repubblica

«Sarò il primo italiano a correre una maratona con un cancro in atto». La stampa nazionale: «Non sta fermo un attimo»

Ancora un record per Leonardo Cenci, della sfida a maratona New York ne parla anche Repubblica

Del suo annuncio di volere battere anche il record della maratona di New York se ne occupa anche il quotidiano nazionale Repubblica, con un articolo del 22 aprile a firma di Agnese Ananasso. Leonardo Cenci, il perugino che tratta il cancro come un «ospite» nella sua vita con cui «convivere» e «un’occasione di crescita» colpisce la stampa nazionale con la sua energia.

TUTTO SU LEONARDO CENCI

Leonardo Cenci Il fondatore dell’associazione Avanti tutta onlus, vero fenomeno sociale con la sua grande forza d’animo e la sua generosità, convive con il suo male dal 2012, proprio mentre preparava la Maratona di New York. Un appuntamento che oggi, nonostante le diagnosi gli pronosticavano appena sei mesi di vita, è già iniziato, vista la preparazione in corso. Leonardo ha già corso alla maratona di Roma.

Il record «Sarò il primo italiano – spiega – a correre una maratona con un cancro in atto». Leonardo Cenci ha detto a Repubblica che vuole «battere il record di 5 ore e 32 minuti di Fred Lebow (fondatore della maratona di new York, ndr) che corse con un cancro al cervello».

«Iper e non ipo» Oggi Leonardo – scrive Repubblica – si allena 7 giorni su 7, distribuendo 4 sedute di corsa e 6 di palestra, ma senza orologio, ascoltando il suo corpo, non andando oltre le proprie possibilità, anche se per la maggior parte delle persone nelle sue condizioni è già “oltre”. I medici gli avevano dato una speranza di vita di 4-6 mesi: sono passati quasi 4 anni. Tutto merito dello sport? “Per i medici la corsa è sconsigliata per chi è nelle mie condizioni perché dovrei condurre uno stile di vita ‘ipo’ e non ‘iper’ ma per fortuna gli oncologi che mi seguono sono comprensivi e hanno capito che io non potrò mai essere ‘ipo’, non lo sono mai stato e non lo sarò mai. Quindi mi lasciano fare, a condizione che non mi stressi troppo. Infatti i miei allenamenti sono ‘al risparmio’. Il programma me lo fa l’allenatore della nazionale di maratona Umberto Risi (olimpionico nei 3000 siepi a Città del Messico nel 1968, 35 volte maglia azzurra, ndr) e per ora corro senza fare lavori specifici, tra luglio e agosto introdurremo lavori su ripetute, fartlek, variazioni e salite. Tutto per andare sotto quelle 5 ore e 32. Ce la dovrei fare, visto che in febbraio sulla mezza maratona in febbraio ho fatto 2 ore 7. Tutto dipenderà dal mio stato di salute”.

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