Anarchici, batterie e francobolli per i tre attentati di dicembre 2011: accusati Fosco e la Di Bernardo
di Francesca Marruco
Batterie e francobolli. Stefano Gabriele Fosco e Elisa Di Bernardo, entrambi in carcere per aver partecipato, secondo l’accusa, all’associazione sovversiva che fa capo alle cellule Fai/ Fri, sarebbero responsabili insieme a Marco Camenisch e Gabriel Pombo Da Silva di aver ideato e messo in atto la campagna esplosiva de dicembre 2011. Fosco e la Di Bernardo secondo l’accusa sarebbero anche gli esecutori.
I francobolli Lo scrive il pm Manuela Comodi nella richiesta di misura cautelare: «Altro rilevante aspetto che contribuisce ad aggravare il quadro indiziario emerge dall’intercettazione della corrispondenza, ma anche dall’esito delle captazioni ambientali del 3 novembre 2011, in cui Fosco e la Di Bernardo fanno i calcoli relativi ai numerosi francobolli che stanno apponendo sulle buste, e del 27 ottobre 2011 Fosco dice a Elisa di comprare 30 francobolli facendo riferimento al fatto che devono inviare corrispondenza ai greci. Fosco e la Di Bernardo sono a perfetta conoscenza delle tariffe postali relative alla spedizione della corrispondenza e/o di plichi come posta prioritaria: è per loro consuetudine non avvalersi di uffici postali ed apporre un numero di francobolli proporzionato al peso delle buste indirizzate. A questo riguardo si evidenzia che sui plichi esplosivi inviati dagli autori dei reati di dicembre 2011, era stato apposto un numero di francobolli esattamente corrispondente a quello previsto affinché la busta/ plico fosse trattata come posta prioritaria».
Le batterie E ancora, per quanto riguarda l’uso delle batterie negli inneschi degli ordigni artigianali, «dalle conversazioni intercettate emerge che Fosco e la Di Bernardo fanno riferimento alle batterie, tutti gli ordigni collocati all’interno dei plichi/ buste esplosivi hanno tra i suoi componenti una batteria di 9 volt. In una intercettazione Fosco dice:” guarda poi io, ma ce lo scriviamo…no, ma… deve essè un foglio.. scrivi a mani.. il normo.. le batterie, cioè facciamo in maniera, cioè secondo me qualcosa deve accadè..”»
Fase non più progettuale E in una intercettazione ambientale, Fosco dice alla compagna: «Qualcosa sta succedendo, perché quello che è fondamentale è che non percepiscono che comunque qualcosa è partito, è scatenato, adesso, indipendentemente, ci sono molti errori, ci mancherebbe altro, siamo i primi a riconoscerlo, ma c’è qualcosa che oramai non riesci a fermarlo. Ieri ti ho detto .. uno dopo l’altro, ne sono arrivati a valanga.. ti fa capire che siamo in una fase che tu non la puoi più circoscrivere alla cosa della progettualità».





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