lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:54
3 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:55

Amelia, 200 mila euro di rette degli asili nido non pagate. M5s: «Rifiutiamo l’ipotesi privatizzazione»

Si apre il confronto sul futuro dei servizio educativi dopo la conta dei crediti vantati dall'ente

Amelia, 200 mila euro di rette degli asili nido non pagate. M5s: «Rifiutiamo l’ipotesi privatizzazione»
La giunta Pernazza

«Rifiutiamo l’ipotesi di privatizzazione degli asili nido paventata dal sindaco Laura Pernazza di fronte a 200 mila euro di rette non riscosse». Così il M5s di Amelia interviene sull’amministrazione comunale insediatasi un paio di settimane fa, dopo che alle elezioni amministrative la lista civica di riferimento del centrodestra ha a sorpresa espugnato per la prima volta il Comune.

Rette dei nidi non pagate Nel mirino dei pentastellati, che col 22,7 per cento delle preferenze hanno piazzato nei banchi di opposizione due consiglieri, il candidato sindaco Gianfranco Chieruzzi e Giuseppina Mancini, entrano subito i servizi educativi comunali: «La sindaca – scrivono – non ha neanche fatto in tempo a insediarsi che dal motto ‘ridurremo le tasse e completeremo tutte le opere’ si è passati a ‘in cassa non ci sono soldi, molti debitori sono insolventi e mancano 200 mila euro di rette dei nidi che probabilmente dovremmo privatizzare’». Uno scenario che non piace al M5s: «Respingiamo con forza ogni accostamento che emerge tra la morosità nel pagamento delle rette e l’annuncio della privatizzazione di un servizio sociale come quello dell’asilo nido, anche perché vogliamo capire di quanti anni stiamo parlando e di cosa si pensa di fare per recuperare i 200 mila euro».

M5s:«Rifiutiamo l’ipotesi privatizzazione» Poi le valutazioni: «Senza ancora aver preso visione dei problemi e delle soluzioni nella loro complessità, specie su una questione così delicata come gli asili nido, non si può agire con la mentalità del revisore dei conti annunciando tagli e portando avanti ricette riciclate dalla vecchia giunta». Ergo: «Come M5s rifiutiamo quindi questa fretta sospetta, che serve solo a destabilizzare le famiglie, e chiede che si avvii un confronto trasparenti nelle sedi opportune, analizzando conti pubblici e servizi erogati dell’ente, evitando di adagiarsi su ricette precofenzionate dove a pagare per gli errori degli altri è sempre il cittadino».

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