sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 09:01
19 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:03

Allarme colesterolo anche in Umbria: 200 mila a rischio

I dati diffusi alla viglia del convegno nazionale. Appello dei medici: «Corretti stili di vita e cure appropriate»

Allarme colesterolo anche in Umbria: 200 mila a rischio

È allarme colesterolo anche in Umbria. I dati sono davvero preoccupanti e vengono diffusi alla vigilia di un convegno organizzato dalla sezione Umbria della Società italiana per lo studio dell’arteriosclerosi, che si propone, oltre al confronto tra i principali esperti nazionali, di mandare un appello a tutti i cittadini, senza distinzione di età. «È necessario invertire la rotta attuando corretti stili di vita, trattando con farmaci coloro che necessitano di un intervento farmacologico, promuovendo la cultura della salute, nessun messaggio di minaccia, ma la realtà non può essere sottaciuta”, anticipa Matteo Pirro, responsabile scientifico della riunione programmata per mercoledì 21 settembre (inizio ore 9) presso la Scuola di medicina e chirurgia del Polo unico del Santa Maria della Misericordia. «Alti livelli di colesterolo nel sangue comportano un aumento significativo del rischio di presentare eventi cardio-vascolari, quali infarto del miocardio, ictus cerebrale e ischemia degli arti inferiori – sottolinea Elmo Mannarino, presidente della Scuola -. Tale rischio è particolarmente evidente nei pazienti con ipercolesterolemia secondaria a specifiche mutazioni genetiche».

200 mila col colesterolo Il messaggio cui fanno riferimento gli organizzatori è rivolto soprattutto a quanti presentano un livello di colesterolo elevato: «In Umbria si stima che siano quasi 200 mila – precisa Pirro -; tra questi, i soggetti affetti da ipercolesterolemia su base genetica sono circa 5 mila, a cui vanno aggiungenti 20 mila soggetti affetti dalla cosiddetta forma poligenica comune, una condizione spesso conseguente a difetti genetici minori ed a stili di vita scorretti». Anche alla luce delle ultime linee guida europee sulla prevenzione cardio-vascolare, presentate solo pochi giorni fa a Roma, «controllare i livelli di colesterolo sin da giovani, prima dei 18 anni, e ripeterli almeno ogni 5 anni è un obbligo – precisa Mannarino -, che diventa indifferibile se il paziente è esposto ad altre condizioni che predispongono allo sviluppo di placche arteriosclerotiche e quindi nei soggetti a maggiore rischio cardio-vascolare». L’ipercolesterolemia non è il solo fattore responsabile dell’aumentato rischio cardio-vascolare. Altre condizioni sono l’obesità, le malattie immunitarie ed infettive e l’inquinamento ambientale; ognuna di esse può giocare un ruolo determinante e spesso misconosciuto nel promuovere tale rischio. «Diffondere le conoscenze più attuali su questi specifici argomenti” – aggiunge Mannarino – è di vitale importanza per promuovere una cultura globale della prevenzione cardio-vascolare».

Ipercolesterolemia Il Convegno riserverà grande attenzione agli aspetti terapeutici più innovativi in campo di prevenzione e terapia delle malattie cardio-vascolari su base arteriosclerotica. «L’avvento di nuovi farmaci tecnologici, gli inibitori del PCSK9, per la cura dei pazienti con ipercolesterolemia grave o di quelli a rischio cardio-vascolare più alto, offre oggi soluzioni terapeutiche inimmaginabili solo pochi anni fa» afferma, Matteo Pirro. «Poter ridurre i livelli di colesterolo di almeno il 60% con una iniezione sotto-cutanea ogni 2 settimane è di estrema utilità per poter raggiungere i livelli desiderabili di colesterolo nei pazienti a maggiore rischio cardio-vascolare». La regolamentazione delle prescrizioni e del consumo di prodotti nutraceutici “da banco” per la correzione di fattori di rischio cardio-vascolare, quali l’ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia, l’iperglicemia e l’ipertensione arteriosa sarà oggetto di discussione specifica durante il Convegno. Saranno oggetto di dibattito gli aspetti controversi della terapia con inibitori dell’assorbimento intestinale del colesterolo ed anti-trombotica nei pazienti che hanno già presentato un evento ischemico cardio-vascolare. Nel programma della riunione uno spazio è riservato al contributo che il gruppo scientifico guidato da Mannarino ha dato alla ricerca nel campo dell’arteriosclerosi e delle malattie ad essa correlate negli ultimi 20 anni.

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