martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:35
23 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:26

Ai domiciliari ma sorpreso prima a litigare con la moglie in ospedale poi in strada. Va in carcere

Il personale del reparto di Ostetricia è stato costretto a chiamare il 113. Frasi scomposte agli agenti

Ai domiciliari ma sorpreso prima a litigare con la moglie in ospedale poi in strada. Va in carcere
Foto arresto generica (archivio Fabrizio Troccoli)

La polizia l’ha controllato alcuni giorni fa, per ben due volte nella stessa serata, in un primo momento quando è intervenuta al reparto di ostetricia dove la sua compagna, in stato di gravidanza, ha chiesto di essere sottoposta a visita perché lamentava dei dolori. L’uomo iniziato a discutere animatamente con la donna costringendo il personale medico a chiamare il 113. Da accertamenti effettuati l’uomo, di nazionalità tunisina e con numerosi precedenti di polizia, è risultato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, tanto che in quell’orario non doveva trovarsi all’ospedale, m nell’abitazione dove scontava la misura.

La vicenda In questo primo caso è stato denunciato e riaccompagnato a casa dove vive con la compagna. Nella tarda nottata, l’uomo è uscito nuovamente dall’abitazione, pur non potendo, ma la polizia l’ha controllato, mentre era intento a percorrere un tratto di strada, all’altezza del centro abitato di Olmo. Alla vista della pattuglia, non solo ha cercato di evitare di farsi identificare, affrettando il passo, ma ha sbeffeggiato gli agenti, sicuro che tanto non gli sarebbe potuto succedere nulla e che nonostante l’arresto a cui era sottoposto perché evaso dalla misura detentiva, sarebbe stato fuori l’indomani. Invece, proprio in ragione del comportamento tenuto, la misura della detenzione domiciliare gli è stata revocata dal tribunale ed è stato nuovamente accompagnato in carcere, dove dovrà scontare la pena residua.

©Riproduzione riservata

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