martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:32
8 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:44

Agenzia forestazione, le proposte dei sindacati: «Velocizzare turnover e dare autonomia finanziaria»

A Bastia Umbra incontro tra i 600 lavoratori, i vertici di Regione e Afor. Cgil, Cisl e Uil: «Presi impegni non formali, convinti che arriveranno le risposte giuste»

Agenzia forestazione, le proposte dei sindacati: «Velocizzare turnover e dare autonomia finanziaria»
I forestali in riunione nei giorni scorsi

Velocizzare il turnover e superare le difficoltà relative alla liquidità e al pagamento di stipendi e fornitori. Sono queste alcune delle richieste fatte da Cgil, Cisl e Uil durante l’assemblea di Bastia Umbra in cui si sono riuniti gli oltre 600 dipendenti dell’Agenzia regionale per la forestazione. «Una risorsa costituita da uomini e mezzi – spiegano i sindacati – che hanno l’obiettivo e la funzione di difendere e tutelare il territorio e l’ambiente, identità fondamentale e Dna dell’Umbria. Questo richiede la messa in pratica di interventi». I sindacati ai vertici della Regione (presenti la presidente Catiuscia Marini, l’assessore regionale Fernanda Cecchini e l’amministratore unico di Afor Giuliano Nalli) hanno proposto la creazione di un fondo di rotazione che consenta un’autonomia finanziaria sufficiente per la normale attività e che non metta in discussione ogni mese il pagamento degli stipendi dei lavoratori e l’attivazione del percorso che prevede il turnover del personale all’interno dell’Agenzia. Proposte sulle quali, spiegano i sindacati, è stato registrato un impegno dei vertici di Regione e Agenzia.

La proposte «Un impegno puramente formale – assicurano Cgil, Cisl e Uil – perché nel corso dell’incontro si sono create le basi per nuove relazioni sindacali e industriali. Ora si tratta di passare dalle parole ai fatti e di mettere in pratica l’importante e innovativa scelta fatta». Al pacchetto di proposte presentate Cgil, Cisl e Uil nel corso dell’incontro hanno aggiunto l’apertura della contrattazione per il rinnovo del Contratto integrativo regionale (Cir) che permette l’omogeneizzazione sia economica che normativa di tutti i lavoratori provenienti dalle ex Comunità montane. Tutte proposte che secondo i sindacati consentirebbero «da una parte – sottolineano – di costruire il futuro, con l’inserimento di giovani lavoratori, dall’altra di accompagnare alla pensione dei lavoratori più anziani logorati da una lunga attività lavorativa. Siamo convinti che nei prossimi giorni arriveranno risposte nella direzione giusta».

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