martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:33
22 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:02

Aeroporto, via alle trattative con Ryanair per le nuove rotte: le ipotesi. Sul piatto 3 milioni all’anno

A Perugia i vertici della compagnia per il rinnovo del contratto con Sase. Tra i paesi discussi Germania, Olanda e alcuni dell'est Europa

Aeroporto, via alle trattative con Ryanair per le nuove rotte: le ipotesi. Sul piatto 3 milioni all’anno
Un momento della conferenza stampa

di Daniele Bovi

Niente annunci riguardanti nuove rotte, almeno per il momento. Giovedì mattina l’incontro tra i vertici di Ryanair, quelli della Regione e di Sase (compresi i soci della spa che gestisce lo scalo), ha segnato infatti solo l’avvio delle trattative in vista del rinnovo del contratto che scade a primavera 2017. Per quella data, come spiegato al termine dell’incontro durante una conferenza stampa, l’intenzione è quella di arrivare a un rinnovo triennale o quinquennale. Le tratte dovrebbero essere ‘tagliate’ sulle esigenze del territorio, sia per quanto riguarda il turismo che il mondo economico. Tra le aree sulle quali si è ragionato durante l’incontro Germania (nei prossimi giorni termineranno i voli per Monaco, che non hanno dato i risultati sperati), Olanda e alcuni paesi dell’est Europa, che potrebbero essere ad esempio Ungheria o Polonia (Cracovia?). Sul piatto Ryanair ha da offrire, complessivamente, un’ottantina di rotte e quelle che riguarderanno il nuovo accordo commerciale saranno quelle più adatte alle esigenze della regione.

L’incontro «A oggi – ha spiegato il presidente dello scalo Ernesto Cesaretti – non abbiamo soluzioni precise». Insomma, le trattative sono appena partite e nelle prossime settimane Perugia vorrebbe spuntare (sul punto verrà fatto uno studio apposito) la possibilità di fare del «San Francesco» una base per gli aerei Ryanair, anche se questo non pare un elemento decisivo dato che, come sottolineato a porte chiuse da David O’Brien, chief commercial officer di Ryanair, a Treviso transitano 2,5 milioni di passeggeri all’anno e non c’è alcuna base della compagnia. Una Ryanair che vuole puntare a una crescita di almeno il 10 per cento a Perugia il prossimo anno, «anche se speriamo in una percentuale maggiore».

IL PIANO DA UN MILIARDO DI DOLLARI

Il nodo risorse In questo quadro un elemento importante è rappresentato da quanto il territorio nel suo complesso è in grado di esprimere in termini di supporto economico. In conferenza stampa la presidente Marini ha assicurato che tra Regione, Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e Camera di commercio ci dovrebbe essere circa 3 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni, dei quali uno garantito dalla Regione e i restanti due dagli altri soci. Soldi, quelli del territorio e ovviamente quelli dell’azienda, che, come ha spiegato O’Brien durante il summit, Ryanair non ha intenzione di bruciare in rotte poco redditizie.

DA NOVEMBRE ROTTA PER CATANIA

Marini «Quello di oggi – ha sottolineato Catiuscia Marini, in conferenza stampa insieme a O’Brien, Cesaretti e al direttore dello scalo Piervittorio Farabbi – è stato un incontro non di cortesia ma operativo. Con Ryanair vogliamo costruire un rafforzamento delle rotte: i vertici della compagnia ci hanno riferito dell’intenzione non solo di confermare la loro presenza in Umbria, ma di incrementarla. Il suo ruolo nel nuovo piano triennale dello scalo può essere centrale e lavoreremo per una integrazione con il resto dell’Italia centrale». Presupposto per l’apertura di nuove rotte (44 in tutta Italia: 21 tra Roma e Milano e le altre negli scali regionali), cuore del piano da un miliardo di dollari di investimenti annunciato a metà agosto dalla compagnia, è il dietrofront del governo sull’aumento di 2,5 euro della tassa comunale, che all’epoca però ha provocato il taglio, da Perugia, dei voli per Cagliari, Barcellona, Dusseldorf e Brindisi.

Bene il governo O’Brien giovedì ha colto nuovamente l’occasione per ringraziare il premier Matteo Renzi e il ministro Graziano Delrio: «Apprezziamo molto quanto fatto – ha sottolineato – e lo consideriamo il presupposto per creare condizioni per lo sviluppo di nuove tratte. Anche se non va dimenticato – ha rimarcato – che ogni passeggero che parte da Perugia paga con il suo biglietto 6,50 euro, 650 mila euro all’anno per quanto riguarda questo scalo che sarebbero meglio spesi a livello locale». Nessuna novità sembra esserci per il momento anche per quanto riguarda un altro dossier molto importante per l’aeroporto, ovvero la volontà di Sase di dare vita a un bando (entro l’autunno secondo quanto spiegato mesi fa) per l’apertura del capitale ai privati, che potrebbero dare un impulso importante per lo sviluppo del «San Francesco».

Twitter @DanieleBovi

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  • Giuseppe

    Tanto rumore per nulla….tutti soddisfatti, incontro operativo e significativo ma di fatto poco, troppo poco o meglio ancora nulla. Tante ipotesi, molti condizionali e nessuna certezza, tanto rumore per nulla.

  • tresca

    L’aeroporto dovrebbe servire a farci uscire dall’isolamento nazionale, visto che a treni siamo messi malissimo.. Voli regionali per Milano, Torino, Genova, Puglia, Sicilia, Sardegna a prezzi concorrenziali, ripristinando la fermata ferroviaria di Ospedalicchio.. solo con questi + di mezzo milione di pax all’anno..

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