mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:20
27 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:00

Aeroporto, sindacati chiedono incontro alle istituzioni: «Servono soluzioni, non una resa»

Cgil, Cisl e Uil nello scalo 'abbandonato' da Alitalia: «Umbria ancora in crisi e più che mai isolata. Alleanze con gli altri scali, socio privato e non puntare solo sulle low cost»

Aeroporto, sindacati chiedono incontro alle istituzioni: «Servono soluzioni, non una resa»

di Dan. Bo.

«Politica e istituzioni sono in grado di trovare soluzioni alternative o si vogliono arrendere? Cosa è cambiato nelle strategie regionali rispetto all’aeroporto?». Le domande le pone il segretario della Cgil umbra Vincenzo Sgalla che insieme a Ulderico Sbarra della Cisl, Gino Emili della Uil e Marco Bizzarri della Fit Cgil mercoledì ha tenuto una conferenza stampa nella sede dell’aeroporto di Perugia, dove si è svolta l’assemblea dei lavoratori dello scalo (35 i fissi più alcuni stagionali), preoccupati come i sindacati per gli ultimi eventi. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto «ormai da 10 giorni» un incontro alla presidente Catiuscia Marini e all’assessore ai trasporti Giuseppe Chianella «ma a oggi non abbiamo ricevuto risposte ufficiali, anche se Chianella ci ha detto che faremo a breve un incontro».

IL SUMMIT TRA ALITALIA, UMBRIA E ABRUZZO

Isolamento «Questa – ha detto Sgalla – è una regione ancora attraversata dalla crisi e sarebbe oltremodo preoccupante aggiungere la crisi dello scalo. È questo il nostro grido di allarme». Secondo Sbarra «è tutta la questione infrastrutture che va affrontata nel complesso in una regione come questa che soffre di isolamento. Perugia non può perdere il suo aeroporto o ci sarebbero conseguenze anche per le altre eccellenze del territorio. Ci preoccupa questo stato di incertezza ma i margini per intervenire ci sono. Senza questo pezzo l’Umbria è finita e se perdiamo l’aeroporto, così come lo si era immaginato, daremo un segnale davvero preoccupante». Emili poi pone sul tavolo alcune proposte come «la collaborazione con alcuni aeroporti vicini come Ancona e Pescara, senza dimenticare la bassa Toscana. In più – dice – servirebbe un partner privato che oltre ad apportare risorse sia in grado anche di fare la parte commerciale».

PERUGIA-ROMA, RISCHIANO ANCHE I BUS

Proposte La Uil nel mirino mette anche le compagnie low cost: «È un errore – sostiene Emili – affidarsi soltanto a esse. C’è la necessità di una Sase 2.0 con una spinta in più anche sul piano della promozione». Tutti temi che, quando sarà convocato, verranno affrontati nell’incontro con le istituzioni: «Servono chiarimenti – spiega Sgalla – sulle prospettive dello scalo e sulle scelte che si vogliono mettere in campo». I sindacati inoltre sollecitano le istituzioni e i vertici della Sase sui progetti futuri e sulla linea strategica, che per loro «tardano ad arrivare», chiedendo poi se cambierà qualcosa anche dal punto di vista del piano industriale». Cgil, Cisl e Uil restano dunque in attesa di una convocazione ufficiale da parte della Regione, «con la massima disponibilità a lavorare insieme per trovare soluzioni che possano garantire un futuro di crescita all’aeroporto», ma al tempo stesse «pronte a mettere in campo tutte le azioni necessarie in caso di mancate risposte all’altezza di una sfida che è decisiva per il futuro dell’Umbria».

Squarta Intanto il consigliere regionale Marco Squarta (Fdi) chiede alla presidente dell’assemblea umbra, Donatella Porzi, di convocare una seduta tutta dedicata al futuro dell’aeroporto. Per Squarta «è necessario fare finalmente chiarezza, dopo il taglio dei voli, la paventata dismissione del servizio aerobus e le confuse prese di posizione della giunta di Palazzo Donini. In seguito alle recenti vicende e notizie sull’aeroporto regionale dell’Umbria – spiega Squarta, in un comunicato del consiglio – la situazione che si è delineata appare comica per gli osservatori esterni e tragica per chi vive ogni giorno la realtà di una regione ormai tagliata fuori dalle principali vie di comunicazione, terrestri quanto aeree».

Twitter @DanieleBovi

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  • Alessio Marchetti

    Come si fa a fare accordi con i nostri concorrenti? Pescara ed Ancona?
    L’Umbria deve differenziarsi dai concorrenti nell’offerta altrimenti con che si compete? con la prepotenza perugina accentratrice???? Ecco che fine fa appena si confronta con qualche concorrente…
    Perchè non offrite qualcosa?
    Tipo un pernottamento a tutti quelli che vengono a prendere l’aereo da Perugia?
    Invece di pagare L’Alitalia…date un voucher di 100 euro per pernottare in Umbria ( voucher pagato 20 euro) è tutta pubblicità per tutti.
    Quanto guadagna poi l’Umbria per ogni giorno di un turista?
    In questo modo Perugia diventa il Terzo aeroporto per i romani che viaggiano con Ryanair.
    Io se Ancona mi pagasse una notte, prenderei sempre l’aereo da li piuttosto che dalla caotica Roma…dove si rischia sempre di perdere l’aereo…

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