venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:18
18 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:50

Aeroporto di Perugia, Sase a muso duro: «Nessun buco di bilancio e nessun rischio chiusura»

La società di gestione dello scalo minaccia le vie legali contro chi diffonde informazioni false. Ricci: «Public company con quote da mille euro»

Aeroporto di Perugia, Sase a muso duro: «Nessun buco di bilancio e nessun rischio chiusura»
Passeggeri all'interno dello scalo (foto F.Troccoli)

«Nessun rischio chiusura e non esiste alcun “buco” multi-milionario nei nostri bilanci». Reagisce a muso duro la Sase sulle voci circolate nei giorni scorsi sulla stampa e riprese da alcuni esponenti politici, voci peraltro già smentite sia dalla Regione che in una relazione che Sviluppumbria ha fatto avere alla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, resa nota dal presidente uscente Carlo Colaiacovo in conferenza stampa.

Non c’è rischio chiusura La società di gestione del l’Aeroporto internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi” precisa, attraverso una nota, che «la situazione economica della società di gestione sia in assoluto tra le migliori in termini di efficienza tra gli aeroporti italiani cosiddetti minori (ovvero con un traffico inferiore al milione di passeggeri annui), che lo scalo non è in alcun modo a rischio chiusura, che non esiste alcun “buco” multi-milionario nei nostri bilanci, che i bilanci degli ultimi tre esercizi evidenziano un dimezzamento delle perdite, e che il traffico passeggeri ha visto una crescita dal 2010 al 2015 del 140% (passando da 113mila a 275mila passeggeri/anno). Tali informazioni sono pubbliche e disponibili nella sezione Amministrazione trasparente del nostro sito».

Adeguati livelli anche per 2016 Per il 2016, nonostante le decisioni di Ryanair di interrompere alcune tratte per l’abbandono di aeroporti quali Brindisi o Alghero e Alitalia di non proseguire i voli Perugia-Roma, Sase prevede «in ogni caso che le attività comunque schedulate si attesteranno su adeguati livelli di traffico».

Pronti a vie legali Infine, Sase fa sapere che a tutela «del lavoro del nostro personale e di quello degli altri operatori direttamente ed indirettamente impegnati in aeroporto, degli investimenti dei sub-concessionari, dei partner e dei vettori presenti sullo scalo, va sottolineato che la diffusione di informazioni non corrette e di illazioni circa l’operatività del nostro aeroporto è comunque soggetta alla verifica da parte della autorità competenti» e quindi la società si riserva inoltre di «tutelare per le vie legali ogni azione e speculazione che possa risultare in danno di immagine e/o mancati introiti economici».

Ricci: «Public company» Intanto sulla questione aeroporto arriva una proposta da parte del consigliere regionale Claudio Ricci: «Una public company a cui possano partecipare istituzioni, Comuni, associazioni, attività, operatori nel settore turistico, persone fisiche e soggetti interessati, con l’obiettivo di raccogliere almeno duemila quote acquisibili da tutti, da mille euro ciascuna, tese a costituire un capitale sociale diffuso di 2 milioni di euro per entrare nel capitale della Sase, garantendo la possibilità economica di trattare con le compagnie per consolidare e ampliare le linee aeree». La mozione di Ricci prevede anche “un’azione per la raccolta delle quote attraverso un piano di marketing: ogni quota garantirà un piccolo rendimento, alcuni oggetti che riportano il logo aeroportuale tipo merchandising, un diploma e una card al fine di ottenere sconti sui biglietti aerei e nei servizi, anche commerciali, in aeroporto. Infine, una rete di raccolta con gestione finanziaria che potrebbe individuarsi in Poste Italiane, vista la diffusione degli sportelli e i servizi bancari attivabili».

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  • Alessio Marchetti

    Bene la Public Company in cui devono entrare i comuni più turistici creando un pacchetto da promuovere all’estero.
    Magari ascoltate anche le esigenze di chi l’aereo lo prende spesso così invece di fare la tratta Perugia-Milano andata….senza ritorno, comodissima ma con ritorno in treno da incubo…Magari ne azzeccate una.
    Perchè non pagate una notte in albergo in Umbria a chi parte da Perugia anzichè da Roma? I 6 milioni che voleva Alitalia sono 150.000 pernottamenti e altrettanti voli.
    Gli alberghi locali saranno contenti di offrire notti a prezzi bassi alla SASE per farsi pubblicità, così si riesce a far conoscere l’Umbria, la compagnia aerea si compra gli slot ad orari meno affollati, tipo la mattina presto alle 6e30.
    Chi pernotta arriva con tranquillità il giorno prima, si visita i dintorni e parte la mattina fresco e senza lo stress di raggiungere l’aeroporto di Roma.
    Personalmente ogni volta che parto da Ciampino ho l’incubo del raccordo…così sarebbe una figata.
    Su ragazzi un po’ di analisi SWOT…

  • Mario R.

    Perché, sempre con soldi pubblici, non offriamo ai passeggeri anche la cena in Umbria? I ristoranti sarebbero felici di farsi pubblicità con tariffe agevolate alla Sase; il taxi per gli spostamenti non lo vogliamo offrire? Su ragazzi proseguiamo in questo SLUDGE..

  • luigi lops

    mio dio chi prendeva l’aereo perugia roma

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