sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 19:13
19 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 07:26

Aeroporto, allarme dei sindacati: «Forte preoccupazione per fase di stallo»

Cgil, Cisl e Uil chiedono fissano assemblee per il 27 e chiedono un incontro urgente alle istituzioni: «Scalo non solo va difeso ma rilanciato»

Aeroporto, allarme dei sindacati: «Forte preoccupazione per fase di stallo»

Non si placano le turbolenze intorno al San Francesco d’Assisi. Dopo le polemiche dei giorni scorsi e le risposte, di Regione e Sviluppumbria prima, e direttamente della Sase poi, sono i sindacati a scendere in pista sulla vicenda dell’aeroporto. Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle organizzazioni di categoria Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt Uil esprimono «forte preoccupazione per la fase di stallo che sta interessando l’aeroporto internazionale dell’Umbria». Nella giornata del 27 aprile, sono previste assemblee unitarie con i lavoratori, con conferenza stampa, «al fine di ridare nuovi impulsi a scelte che possano essere determinanti per il futuro del nostro scalo».

Aeroporto efficiente «Un aeroporto – si legge in una nota dei sindacati – che dopo lunghi anni di attesa ha conseguito la concessione ventennale e l’inserimento negli scali di “interesse nazionale”, un riconoscimento subordinato però ad almeno due condizioni: la specializzazione dello scalo e una sua riconoscibile vocazione funzionale al sistema all’interno del bacino di utenza; e la dimostrazione, tramite un piano industriale corredato da un progetto economico e finanziario, che l’aeroporto è in grado di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno sul triennio. Un aeroporto efficiente, come già più volte sottolineato, contribuisce sia allo sviluppo locale del territorio in cui è inserito, sia all’integrazione dell’economia regionale con il resto del sistema economico nazionale e internazionale. Di questo come organizzazioni sindacali siamo perfettamente convinti, anche perché è proprio grazie ai lavoratori che è stato possibile realizzare incrementi di traffico significativi, arrivando a quasi 270 mila viaggiatori/anno». Una convinzione, quella dei sindacati, «che era condivisa dalle precedenti amministrazioni regionali, dalle associazioni degli industriali e dalle Camere di Commercio che hanno investito economicamente per la crescita del “San Francesco”, contribuendo a trasformarlo da scalo “contadino” in aeroporto internazionale».

Richiesta di incontro Le organizzazioni sindacali hanno già prodotto una richiesta d’incontro unitario urgente con le Istituzioni regionali «al fine di chiarire le reali intenzioni della Regione sul futuro di questo aeroporto, futuro che a nostro avviso non può essere di solo consolidamento, ma soprattutto di sviluppo, con l’obiettivo di una piena integrazione in un sistema infrastrutturale ferroviario e stradale efficace ed efficiente, tale da portare l’Umbria fuori da questo isolamento. L’aeroporto – concludono Cgil, Cisl e Uil – rappresenta il principale elemento di interconnessione con il resto del mondo, oggi fortunatamente alla portata di tutti, ed è quindi in grado di contribuire in maniera determinante alla sviluppo economico territoriale».

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