martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:42
7 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:35

A scuola senza zaino: il progetto varato anche a Perugia. Ecco come funziona

La scuola ma soprattutto le aule sono concepite diversamente nell'organizzazione degli spazi

A scuola senza zaino: il progetto varato anche a Perugia. Ecco come funziona

Nella Commissione Cultura del Comune di Perugia è stato approvato, all’unanimità, l’ordine del giorno presentato dalle consigliere di maggioranza Clara Pastorelli (FdI-An), Angela Leonardi (Crea Perugia), Claudia Luciani (F.I.) e Lorena Pittola (gruppo Misto) sulla promozione del progetto ‘A scuola senza zaino’.

L’approvazione «Si trratta – afferma l’assessore all’Edilizia scolastica, politiche per l’infanzia ed adolescenza Dramane Wagué –  di un ordine del giorno che riteniamo molto importante nell’ambito del costante lavoro di collaborazione in atto da tempo con gli istituti scolastici e di miglioramento della qualità dell’istruzione e della didattica». Il progetto, a Perugia, dovrebbe partire da Ponte Felcino.

Come funziona Si tratta – come si apprende dal sito senzazaino.it – di realizzare una scuola diversa da quella tradizionale che è normalmente impostata sull’insegnamento trasmissivo e standardizzato impartito nei tipici ambienti definiti cells & bells (celle e campanelle), unidimensionali, dove aule spoglie sono ammobiliate con le consuete file di banchi posti di fronte ad una cattedra, cui fanno da riscontro disadorni atri e vuoti spazi connettivi. Nell’aula: non c’è la cattedra dinanzi alle file dei banchi, ma spazi divisi da mobilio: ancora una volta l’immagine rimanda ad un moderno ufficio open space. L’area dei tavoli è adatta al lavoro di gruppo. Le aree dedicate ai laboratori (arti, lingua, scienze e matematica, storia e geografia) suggeriscono la dimensione pratica dell’insegnamento. Un’altra area è attrezzata con 2 computer. La LIM è posizionata nell’agorà. Nella classe vi sono materiali didattici, schede di lavoro, cartellonistica e segnali. Si pone attenzione anche agli spazi esterni: corridoi, atri, giardini. Se gli spazi lo permettono vengono realizzate aule – laboratorio. Vedendo all’opera un insegnante SZ ci accorgiamo che non eccede nel linguaggio verbale. Infatti usa frequentemente i linguaggi del corpo e della mimica, musicale e iconico, manipolativo e immaginifico, digitale e teatrale. Sa mettere insieme la mano (l’artigianalità), il cuore (le emozioni) e la mente (il pensiero). In definitiva ospitando tutti i linguaggi ospita tutte le differenze. Gli alunni perciò lavorano sì con carta e penna, ma anche con legno, cartone, creta, sabbia, tessuti, colori, ferro, materiali da riciclare. Studiano sui libri e tuttavia maneggiano provette, fanno esperimenti scientifici e nel contempo osservano la natura. In alcune occasioni possiamo vedere come presentano i loro prodotti ai genitori o ai compagni organizzando una conferenza, mostrando un plastico, proiettando un film o un PPT, illustrando disegni, o – infine – eseguendo una rappresentazione. La struttura metodologica non standardizzata permette a ciascuna alunna/o di essere riconosciuta/o nella propria originalità e diversità.

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250