giovedì 23 febbraio - Aggiornato alle 10:43

Macroregione, il Movimento 5 stelle: «Si parta dal criterio su chiusure punti nascita»

Le tre regioni dell'Italia di mezzo

«Il prossimo 25 gennaio il presidente del consiglio regionale dell’Umbria incontrerà i suoi omologhi di Toscana e Marche per proseguire, individuando insieme obiettivi comuni, nel percorso d’istituzione della Macroregione. La Toscana ha già annunciato che proporrà di lavorare su un’opera infrastrutturale simbolica ed importante. Riteniamo che Umbra e Marche debbano aprire il confronto sul mantenimento e potenziamento dei servizi sanitari». E’ quanto chiedono i portavoce parlamentari 5stelle di Umbria e Marche, Filippo Gallinella, Tiziana Ciprini e Patrizia Terzoni in vista dell’incontro, annunciato a inizio d’anno, tra i tre presidenti dei consigli regionali di Umbria, Marche e Toscana a Recanati sull’istituzione della Macroregione. Il M5s si dice «non a priori contrario alla riduzione del numero delle Regioni, ma chiede un dibattito allargato a tutti i soggetti politici e aperto alla cittadinanza sui temi di maggiore interesse».

Punti nascita «A cominciare – sostengono Gallinella, Ciprini e Terzoni – dai servizi sanitari, ponendo particolare attenzione ai punti nascita». Punti nascita su cui la scorsa settimana i deputati del M5s hanno presentato una interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. «C’è un decreto ministeriale – ricordano gli onorevoli penta stellati – firmato l’11 novembre 2015 che affida al Comitato Percorso Nascita Nazionale il compito di esprimere un parere sulle richieste di deroghe avanzate dalle Regioni, per il tramite del Comitato Percorso Nascite Regionali, al fine di valutare il mantenimento di punti nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti annui, in deroga a quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010. Vogliamo sapere dal ministro della Salute quali siano gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, necessari e sufficienti per poter usufruire della deroga all’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010».

Caso Spoleto «L’attuale politica nazionale e regionale di accentramento dei presidi ospedalieri – osservano i parlamentari 5stelle Gallinella, Ciprini, Terzoni e Lucidi – sta mettendo a rischio i piccoli punti nascita tra cui quelli di Spoleto che non raggiungono i 500 parti l’anno. Sul caso Spoleto il M5S comunale ha presentato specifica mozione. Riteniamo – sottolineano – che i piccoli punti nascita, dove tempi ed esigenze di partorienti e nascituri sono rispettati con grande cura e professionalità, debbano non soltanto rimanere aperti ma anche essere adeguatamente supportati. Chiediamo, in vista dell’incontro del 25 gennaio, ai tre presidenti dei consigli regionali di Umbria, Marche e Toscana di esprimersi in merito indicando quali misure intendano adottare nel percorso di istituzione della Macroregione per tutelare i bisogni sanitari dei rispettivi territori in particolar modo quelli montani, numerosi soprattutto in Umbria e Marche».