sabato 19 gennaio - Aggiornato alle 03:10

Omicidio Meredith, i legali della famiglia Kercher: «E’ un delitto commesso con precisa coscienza e volontà »

Knox e Sollecito (foto F.Troccoli)

Per la famiglia Kercher è «insopportabile» che Amanda Knox sul suo sito internet «inviti a raccogliere offerte in memoria di Meredith». Lo ha detto l’avvocato Francesco Maresca, legale dei genitori e dei fratelli di Mez, parlando nell’aula della Corte d’Assise d’appello di Firenze, dove si svolge il processo bis per l’omicidio della giovane studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia la sera del 1 novembre 2007.

Basta schieramenti contrapposti In apertura del suo intervento, Maresca ha invitato la Corte «a dimenticare gli schieramenti contrapposti e tutto ciò  che è estraneo al processo», cioè l’eco mediatica delle polemiche che arrivano dagli Usa in difesa dell’imputata Knox; come vanno  «dimenticate» le dichiarazioni rese in aula poche settimane fa da Raffaele Sollecito «di ritorno da una vacanza a Santo Domingo». Maresca ha poi puntato il dito contro Knox per il suo libro per cui ha firmato «contratti milionari» e che si serve anche «di una persona per gestire le pubbliche relazioni». Infine ha invitato la Corte a dimenticare anche «quei giornalisti che si ispirano alla libertà di delirio e non alla libertà di stampa».

Elementi per confermare la sentenza «Non abbiamo dubbi sulla colpevolezza degli imputati – ha dichiarato Maresca -, ci sono tanti elementi per confermare la sentenza di condanna». I familiari di Meredith Kercher, ha spiegato il legale, saranno a Firenze il giorno della sentenza dell’appello bis per l’omicidio della giovane studentessa inglese, che vede imputati Raffaele Sollecito e Amanda Knox.

Atroce delitto commesso coscientemente «Chiediamo alla Corte verità e giustizia per un atroce delitto commesso con precisa coscienza e volontà» ha detto invece l’avvocato Vieri Fabiani, uno dei legali della famiglia Kercher, parlando nell’aula della Corte d’Assise d’appello di Firenze. Per il legale, gli imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito e il condannato Rudy Guede, quando hanno ucciso Meredith Kercher, erano «in preda all’eccitazione e questo scatenò la furia omicida», anche perché,  con le droghe e l’alcol assunti, «le loro menti erano prive di freni inibitori».

Rudy L’avvocato Fabiani si è soffermato in particolare sulla condannata di Rudy Guede per l’assassinio di Meredith, ricordando che la sentenza è stata pronunciata dopo il primo grado di Perugia. E nella sentenza nei confronti di Guede, Fabiani ha precisato che è stato condannato in concorso con altri due che «incidentalmente»  sono stati individuati in Sollecito e Knox, di cui è documentata la responsabilità e la presenza sul luogo del delitto. L’avvocato Fabiani ha definito Sollecito e Knox persone «ad altissima capacità criminale» e ha smentito l’immagine di un delitto senza movente. Gli autori dell’assassinio erano «in preda all’eccitazione e questo scatenò l’orrendo delitto». Una furia omicida a cui contribuì anche l’assunzione di droghe ed alcol da parte degli aggressori di Meredith.

La ricostruzione Dopo l’omicidio «subentra la paura, il terrore – ha continuato l’avvocato Fabiani nella sua ricostruzione – e allora si arriva a simulare un furto, ad accusare Patrick Lumumba, a mistificare, peraltro in modo maldestro, per scacciare dalla propria mente il crimine commesso». L’avvocato Fabiani ha sostenuto che, in ogni caso, dimostrata la presenza dei due imputati nella casa di via della Pergola, quella sera, e la loro volontà omicida, «la carenza del movente diventa irrilevante», anche se può essere individuato «nelle problematiche fra Amanda e Meredith, che si evolvono in una sorta di punizione della vittima, in una escalation».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.