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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 17:39

«Io, sola e precaria a Perugia, rimasta incinta a 30 anni: come districarsi tra medici e burocrazia»

C’era una vodka sempre in mano e oggi c’è un bimbo di sei mesi. E una mamma che però non si sente tanto mamma ma che si consola con una buona dose di ironia. In questo spazio-blog una neo mamma un po’ disordinata cercherà di raccontare l’Umbria vista con gli occhi di chi prova a conciliare biberon e aperitivi. Con l’invito a seguire Lucrezia anche sul suo originale blog

di Lucrezia Sarnari

Ho trent’anni e sono rimasta incinta circa un anno fa sentendomene almeno dieci di meno di anni. Che poi è un po’ il problema di tutti quelli che hanno la mia età. A 30 anni, se tutto va bene, hai da poco finito l’Università e sei al tuo terzo stage, il primo con un rimborso spese che, tra l’altro, fa ridere e se hai un contratto alla seconda riga troverai scritto a chiare lettere che per il momento una famiglia te la puoi sognare e in effetti il sogno è mantenerla la famiglia con quel contratto. A 30 anni vivi in affitto e la relazione più stabile che hai è con il bicchiere di spritz durante l’aperitivo e comunque sei lontano anni luce da quell’equilibrio e quella stabilità che un figlio richiede. A 30 anni sei semplicemente precario.

Io vivevo sola, lavoro precario e relazione un po’ meno precaria (ma non troppo). Sono rimasta incinta e mi sono sentita persa, mille dubbi, mille paure con uno spirito di maternità praticamente non pervenuto. Insomma non ero pronta né sapevo come muovermi.

Nessuno mi aveva detto ad esempio che sì vabbè il ginecologo privato ma se non hai grossi problemi di salute e non vuoi spendere più di quanto possa permetterti puoi rivolgerti ai medici dell’ospedale che ti seguiranno gratuitamente per tutti i nove mesi. Inoltre a Perugia esiste un servizio consultoriale che, oltre ad essere gratuito, è accessibile anche senza
 prescrizione del medico di famiglia, né una prenotazione al cup: è sufficiente
prendere un appuntamento telefonico o di persona. Il servizio è disponibile
anche per i non residenti.

Nessuno mi aveva detto che le analisi e le ecografie, a Perugia, vanno prenotate con largo anticipo perché altrimenti rischierete di avere due appuntamenti fissati per lo stesso giorno: quello per l’ecografia morfologica e quello per il parto. Chiedete fin dall’inizio quali sono gli esami da fare e prenotateli subito altrimenti sarete costrette a ricorrere al servizio di medici privati a pagamento.

Nessuno mi aveva detto che in gravidanza c’è tutta una serie di visite ed esami che si possono sostenere in via del tutto gratuita purché vengano effettuati in strutture pubbliche e nelle settimane indicate dal Ministero della Salute. Per ottenere l’esenzione, è necessario che siano prescritte da un medico di base o da un ginecologo e che sul ricettario sia indicato il codice di esenzione con la settimana di gestazione. Ecco, solitamente i medici tendono a pensare che voi lo sappiate già ma non sempre è così.

Nessuno mi aveva detto che il Comune di Perugia mette a disposizione delle donne, durante la loro gravidanza, un permesso di colore rosa che consente la sosta gratuita nelle aree blu, la sosta illimitata nei parcheggi col disco orario, il transito e la sosta gratuiti nelle aree ztl all’interno di tutto il territorio comunale. Il permesso viene rilasciato per il periodo che va dal sesto mese di gravidanza fino al compimento del sesto mese del neonato e sarà valido per due targhe: è utilizzabile anche dal padre dalla data di nascita fino al compimento del sesto mese del neonato con la presenza del bambino a bordo. Per ottenere il permesso bisogna consegnare all’ufficio Permessi del Comune di Perugia il modulo di domanda compilato e con allegato il certificato medico che attesti la condizione di attesa e la data presunta del parto.

Nessuno mi aveva detto che se anche sei residente nel comune di Perugia non ti sparano se decidi di non partorire al “Silvestrini” perché sai che là c’è un’altissima affluenza di donne con la tua stessa esigenza e preferisci rivolgerti a strutture più piccole e raccolte. Si può partorire a Foligno, Assisi, Spoleto e perfino a Città di Castello. Se chiamate in reparto potete avere la possibilità di “visitare” le strutture, parlare con i medici e vedere dove andrete a trascorrere l’ultima vacanza della vostra vita!

A me non le aveva dette nessuno queste cose e ho deciso di far nascere il nano a casa mia, nelle Marche. Ma lì c’è la mia mamma quindi ogni giudizio è di parte!

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3 risposte a “«Io, sola e precaria a Perugia, rimasta incinta a 30 anni: come districarsi tra medici e burocrazia»”

  1. mariosi ha detto:

    Hai fatto bene.Senza sostegno in Italia ,dovunque Tu sia,da sola non ce la puoi fare.E Poi:Perugia non e’ piu’ l’Isola felice di una volta (se mai sia esistita);e’ una citta’ difficile e complicata per spostamenti ,clima,lavoro.
    Va bene per studenti ,ma ce ne sono anche altre piu’ moderne e sociali.
    Comunque:mi sembri un po’ Naif per l’eta’,forse con la testa tra le nuvole.

    • Lucrezia ha detto:

      Naif parecchio, con la testa tra le nuvole pure.

      So bene che, sulla carta, trent’anni non è un’età critica per rimanere incinta (mia madre ne aveva due di figli alla mia età) ma se vuoi ritagliarti un briciolo di affermazione professionale, trent’anni non sono che l’inizio della strada.

    • mariosi ha detto:

      Comunque Ti faccio i migliori auguri per il coraggio,ed oggi ce ne vuole tanto.Baci

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