«Terni con Perugia o con Roma?». Raccolte 2.150 firme per il referendum
Il Comitato promotore «Terni con Perugia o con Roma? Referendum» taglia il traguardo delle 2150 adesioni. Secondo quanto riferisce il Andrea Liberati dello stesso comitato «presumibilmente entro fine agosto saranno superate le 2.500 necessarie per la richiesta di indizione della consultazione territoriale ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione».
Volontari Una nota del comitato sottolinea come «i vari volontari che si sono alternati ai diversi banchetti, unitamente agli autenticatori, hanno fin qui donato alla comunità almeno 400 ore del loro tempo personale, motivati non solo dal desiderio di far esprimere i cittadini su un tema delicatissimo quale la collocazione e le future alleanze strategiche di Terni, ma anche dalla tenace volontà di contribuire ad accrescere la partecipazione democratica della nostra comunità». I banchetti si sono svolti anche in condizioni climatiche difficili, sotto il sole a 35°. Per tre sere l’acquisizione delle adesioni è stata «eccezionalmente realizzata per tre sere anche fuori Comune presso la sagra della Ciriola Copparola, in quel di Coppe di Stroncone». Ma il luogo principale di raccolta è stato il Foro Boario, dove hanno firmato anche 50 persone in un’ora.
Le motivazioni Secondo quanto riporta il comitato, «chi aderisce alla richiesta di referendum territoriale lo fa anche con ragioni originali. C’è chi sostiene che “solo così può esser bloccato lo strapotere vessatorio contro Terni di certi amministratori”, ma pure chi dichiara “firmo perché in questo modo anche Perugia si renderà conto di cosa significhi esser soggiogati da qualcuno: loro finiranno sotto Firenze”».
Umbria fallita A sentire i promotori la conclusione di «Terni nel Lazio, Perugia in Toscana» è quello che «vedeva la Fondazione Agnelli già vent’anni fa per via delle disfunzionalità economico-finanziarie di una Regione priva di dimensioni adeguate: e dunque dopo aver voluto qui tre inceneritori, dopo averci donato l’ospedale più vecchio dell’Umbria, una ASL sul punto di essere scippata, dopo la sorprendente coralità anti-Terni dei sindaci confinanti con la nostra morente provincia, dopo aver dimenticato la centralità industriale di Terni in Italia, è prevedibile una riflessione forte da parte dei ternani sul dare-avere di questi 40 anni di regionalismo umbro. Non ha infatti perso una parte politica o l’altra: siamo dinanzi al fallimento di un’intera Regione, sempre meno solidale e sempre più isola senza mare, a partire dalla negletta Terni».
Dove firmare Si firma presso:
a) Ufficio referendum del Comune di Terni, lunedì-venerdì, Palazzo Spada, II^ piano;
b) Studio notarile Clericò, dal 20 agosto, orari di ufficio;
c) Punto referendum di Largo Villa Glori, tutti i giorni, h. 11/13, 18/20 (domenica esclusa)





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