«Le paludi della morte», Ami Mann racconta il serial killer di Texas City con un film asettico
Benvenuti a «Texas killing fields», film presentato in Concorso alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia e che trae spunto da fatti realmente accaduti a Texas City nel 1969. Alla macchina da presa troviamo Ami Canaan Mann, figlia del grande regista Michael Mann che qui compare solo in qualità di produttore, la ragazza si è fatta le ossa con molta gavetta (specialmente in TV con le serie Tea and Sympathy, Nancy Drew, Robbery Homicide Division E Friday Night Lights) ma paragonarla al padre è per ora solo una fantasia perversa. Ami ci prova a cucire un insieme di storie, facce, colpi di scena e semplici spunti che possano risultare avvincenti e al contempo in equilibrio tra loro ma il risultato è tutt’altro: perché se i personaggi e le loro storie sono ben delineati di tutt’altra pasta risulta il modo con cui la regista comunica con lo spettatore. Siamo cioè di fronte a un compitino ben svolto ma in totale assenza di coinvolgimento emotivo…non c’è feeling con la storia né tanto meno pathos. Un po’ come ordinare una Sacher senza cioccolato (tanto per far infuriare Moretti).
Poco coinvolgimento La trama insomma è ben raccontata ma ciò che si osserva seduti in sala non riesce ad emozionare o a coinvolgere davvero ed è un vero peccato perché alcune soluzioni adottate dalla regia, come per esempio la carrellata sui protagonisti ad inizio film, facevano sperare in un lavoro magari acerbo ma con delle qualità. Invece la figlia di Mann si perde presto in un turbinio di eventi e personaggi a cui dà una caratterizzazione precisa ma senz’anima, errore fatale probabilmente dovuto alla complessità dello script e all’inesperienza.
Asettico Gli attori cercano di mettersi in mostra con buoni risultati e soprattutto Sam Worthington (Il Debito regia di John Madden del 2010 e 40 Carati regia di Asger Leth del 2012) riesce a calarsi ottimamente nella parte risultando davvero convincente. Insomma se vi state chiedendo se valga o meno la pena spendere di soldi per questo «Le paludi della morte» la risposta è NO: è un film tecnicamente ben realizzato ma che soffre di tantissimi spunti cuciti insieme con poca convinzione così da risultare asettico e lontano dall’emotività dello spettatore …insomma una pellicola perfetta per il vostro salotto piuttosto che per il grande schermo.
Un film di Ami Canaan Mann. Con Sam Worthington, Jeffrey Dean Morgan, Jessica Chastain, Chloe Moretz, Jason Clarke. Titolo originale Texas Killing Fields. Drammatico, durata 109 min. USA 2011. 01 Distribution.
Trama: Ispirato a eventi reali, il film racconta la storia del detective Mike Souder (Sam Worthington), agente della Omicidi in una cittadina texana, e del suo partner, Heigh (Jeffrey Dean Morgan), un poliziotto appena arrivato da New York, alle prese con un serial killer che getta i corpi delle sue vittime in un’area paludosa chiamata “Killing Fields”. Nonostante la scena del crimine sia fuori dalla loro giurisdizione il detective Heigh si sente in dovere di indagare su questi terribili omicidi. L’assassino intanto cambia le “regole del gioco”, stuzzicando i due detective e lasciando una serie di indizi sulla scena del crimine. Quando scompare una ragazzina del posto, Anne (Chloe Grace Moretz) i due detective iniziano una lotta contro il tempo per trovare l’assassino e salvarle la vita.
Perugia
Gherlinda: 17:10 19:30 22:00





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