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12 settembre 2011 Ultimo aggiornamento alle 17:02

«Il Sacrificio di Gesù»: a Orvieto in mostra opere di 13 musei ecclesiastici umbri

La locandina della mostra

Tredici musei ecclesiastici per una mostra dal titolo Il Sacrificio di Gesù Cristo. Forma e funzione. Temi sacri nell’arte antica e contemporanea. Questo importante e atteso evento ha ricevuto il sostegno della Regione dell’Umbria ed il patrocinio della Conferenza episcopale italiana, dell’Associazione musei ecclesiastici italiani e dell’Agenzia regionale di promozione turistica umbra, e sarà presentato ed inaugurato a Orvieto, mercoledì 14 settembre (giorno in cui la Chiesa celebra l’Esaltazione della Croce), alle 10.30, presso la Sala Urbani del Palazzo dell’Opera del Duomo.

I musei coinvolti La mostra coinvolge tredici musei ecclesiastici umbri (diocesani, capitolari e di congregazioni religiose), dei quali cinque in Assisi (Museo Diocesano e Cripta di San Rufino, Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco e Collezione Perkins, Muma-Museo Missionario Indios Frati Cappuccini dell’Umbria in Amazzonia, Galleria d’Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana, Museo della Porziuncola in Santa Maria degli Angeli), ed uno rispettivamente a Città di Castello (Museo Diocesano del Duomo),  Foligno (Museo Capitolare Diocesano e Cripta di San Feliciano), Gubbio (Museo Diocesano), Orvieto (Libreria Alberi del Duomo), Perugia (Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo), Preci (Museo dell’Abbazia di Sant’Eutizio in Valcastoriana), Spoleto (Museo Diocesano e Basilica di Sant’Eufemia) e Terni (Museo Diocesano e Capitolare).

70 opere Questi musei esporranno, dal prossimo 17 settembre (giorno dell’apertura della Mostra in ognuno di essi) al 31 gennaio 2012, ben 70 opere realizzate tra il V-VI secolo ed il XX secolo. Millecinquecento anni di arte sacra presente in Umbria a testimonianza della sua antica fede e cultura cristiana. Durante i 136 giorni della Mostra, i tredici Musei ecclesiastici promuoveranno iniziative inerenti al tema e alle opere esposte.

Chi partecipa Alla conferenza di presentazione dell’evento, che si concluderà con la visita alla Mostra allestita nella Libreria Alberi del Duomo di Orvieto (aperta al pubblico per l’occasione, dopo i lavori di restauro), sono stati invitati qualificati esperti e studiosi d’arte, i rappresentanti delle Istituzioni civili e religiose e del mondo della cultura dell’Umbria, cultori della materia, operatori turistici e giornalisti. Interverranno Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e delegato Ceu per i Beni culturali ecclesiastici, Giovanni Marra, arcivescovo amministratore apostolico di Orvieto-Todi, il Fabrizio Bracco, assessore alla Cultura della Regione dell’Umbria, Francesco Venturi, presidente dell’Opera del Duomo di Orvieto, Giancarlo Santi, presidente dell’Associazione musei ecclesiastici italiani, padre Luigi Marioli Ofm Conv., presidente della Rete museale ecclesiastica umbra, Corrado Fratini, docente di Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Perugia, Stefano Cimicchi, presidente dell’Agenzia regionale di promozione turistica umbra, e don Francesco Valentini, direttore dell’Ufficio per i Beni culturali della Diocesi di Orvieto-Todi.

Parla il vescovo A illustrare le finalità della Mostra è l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti: «Le Diocesi e le Conferenze episcopali regionali hanno partecipato in vario modo al XXV Congresso eucaristico nazionale, in comunione con tutta la Chiesa italiana – sottolinea il presule –. In Umbria, tra le varie iniziative, è parsa assai opportuna quella di una mostra simultanea, diffusa su tutto il territorio regionale, e preparata dai tredici Musei che fanno capo alla Rete museale ecclesiastica umbra». «Intorno al tema del Sacrificio di Gesù Cristo – prosegue Bassetti –, le raccolte museali diocesane hanno predisposto degli itinerari di fede e di cultura che sapranno guidare i visitatori nella meditazione sulla redenzione umana e sull’istituzione dell’Eucaristia. Lungo i secoli la Chiesa ha ricordato e celebrato questo grande mistero, circondandolo di  venerazione e bellezza, con profondi gesti liturgici e grande decoro  artistico. Le raffigurazioni pittoriche e scultore e della Crocifissione tramandano quel supremo sacrificio di salvezza; mentre arredi e vasi  sacri, come calici, pissidi, patene e ornamenti sacerdotali significano  la bellezza liturgica con cui tale evento si è ripetuto nei secoli  sugli altari delle nostre chiese. La terra umbra possiede poi una gemma preziosa: il sacro corporale incastonato nel preziosissimo reliquario del Duomo di Orvieto, cosparso  del vino della messa, trasformatosi visibilmente e miracolosamente nel Sangue del Signore Gesù, rendendo così ancor più evidente l’identità tra sacrificio di Cristo e sacrificio eucaristico».

Fratini A presentare le opere, che i visitatori troveranno esposte nei tredici Musei ecclesiastici, è il prof. Corrado Fratini: «In ciascuna raccolta saranno individuate una serie di opere che illustrano il tema della Mostra dedicata all’esaltazione del Corpo di Gesù Cristo e del suo supremo sacrificio – spiega il docente –. Si tratta di una settantina di testimonianze, che coprono un arco di tempo assai esteso che va dall’inizio dell’Alto Medioevo (i finissimi pezzi del Tesoro di Canoscio, databili fra il V e il VI secolo) fino alle opere d’arte contemporanea del Museo della Pro Civitate Christiana di Assisi. Tra i due estremi si collocano alcuni straordinari capolavori alternati ad opere meno conosciute, ma significative che consentono di seguire come nel corso dei secoli fu interpretato e rappresentato il sacrificio di Gesù Cristo».

Marioli A sottolineare l’importanza della Mostra per la Rete museale ecclesiastica umbra è il suo presidente, padre Luigi Marioli: «E’ un’occasione molto interessante per i nostri Musei legati in rete di presentare al visitatore i reperti di maggior prestigio delle loro collezioni inerenti al tema specifico del Sacrificio di Gesù Cristo fornendo relativa documentazione. Queste collezioni sono delle raccolte diocesane che rappresentano un “archivio della pietà”, un “depositum” patrimoniale, custodite nel “forziere” della Chiesa». «Ma a conti fatti – aggiunge padre Marioli –, il valore venale di questi oggetti, che non devono essere banalizzati alla stregua di curiosi cimeli, ma vanno letti e interpretati nel loro spessore variamente documentario, non è dato tanto dall’impiego di materiali preziosi, trattandosi per lo più di manufatti in rame dorato e argentato, ma nell’impiego di smalti, di nielli, di vetri dorati e graffiti, di avori, di ambre, di coralli e soprattutto di cristalli di rocca scelti per la loro forte evocazione simbolica». «Inoltre – sottolinea il religioso –, nelle raccolte diocesane, nonostante reiterate spogliazioni, le opere superstiti non hanno cambiato casa, ma sono rimaste saldamente ancorate nel grembo della Chiesa-madre. Per alcune diocesi di antica implantazione costituiscono addirittura una delle riprove documentarie più antiche e più tangibili».

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