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giovedì 23 maggio 2013 - Aggiornato alle 23:45
2 marzo 2012 Ultimo aggiornamento alle 17:14

«Gli sfiorati», la trasposizione cinematografica del libro di Sandro Veronesi è una noia mortale

di Gordon Brasco

Una noia mortale. Ignoriamo se il libro di Sandro Veronesi da cui il film è tratto sia «meglio o peggio» del film, sarà l’ennesima diatriba inutile, sta di fatto che la sua trasposizione cinematografica non invoglia certo alla lettura del romanzo del famoso scrittore toscano. La trama è diluita a tal punto che già dopo quindici minuti (cronometrati) lo spettatore si guarda con il vicino chiedendo «Ma tu hai capito dove vuole andare a parare?». La risposta è NO. A peggiorare il senso di sconcerto c’è lo sguardo inespressivo della protagonista, che ciondola da una scena all’altra con il carisma di una statua di cera, una trovata questa che potrebbe essere considerata intrigante per i primi cinque minuti …peccato che il film ne conti 111.

Roma e Argento Due le cose che salviamo di questa pellicola: la prima riguarda l’ambientazione. Roma rimane sullo sfondo ma è da considerare come una delle protagoniste del film: inquadrature veloci, calde, immagini caotiche rubate dalla vita quotidiana in una straordinaria scelta fotografica davvero fuori dall’ordinario. La seconda cosa da salvare è l’interpretazione di Asia Argento, bravissima a calarsi nella parte della donna ormai non più giovanissima che dietro a quello schermo di successo e fortuna professionale nasconde un mondo tragico fatto di malinconia e rimpianti. Una piccola parte questa dell’Argento che però dimostra come l’attrice romana figlia del celeberrimo regista horror sia molto maturata nel corso della sua carriera professionale e forse un po’ dimenticata dal nostro cinema. Insomma se vi state chiedendo se valga o meno la pena spendere dei soldi per questo «Gli sfiorati» la risposta è NO, lasciate perdere e dirottatevi su qualcos’altro, in sala ci sono ancora film reduci dagli oscar, quelli si che sono imperdibili.

Un film di Matteo Rovere. Con Andrea Bosca, Miriam Giovanelli, Claudio Santamaria, Michele Riondino, Asia Argento. Drammatico, durata 111 min. Italia 2011. Fandango.

Trama: Gli sfiorati racconta i giovanissimi eroi di una generazione che cerca di vivere ogni cosa, di afferrare tutto quello che scorre intorno: lo sperpero, il caos allo stato fluido, le rincorse metropolitane, il televisore perennemente acceso che lancia i suoi riflessi azzurri in stanze piene di fumo. La storia mette in campo gli sbandati fratelli minori degli anni duemila, fissandone il carattere liquido e accelerandone il destino. Sono loro gli “Sfiorati”. Un padre in comune: è questa l’unica cosa che unisce Méte e Belinda. Lui giovane ed esperto grafologo, innamorato del carattere di ogni essere umano nascosto dietro la scrittura. Lei adolescente inafferrabile, in bilico tra consapevolezza e scoperta di sé. Non si sono praticamente mai visti, ma se adesso sono costretti a passare sotto lo stesso tetto la settimana che precede il matrimonio dei propri genitori, allora è forse arrivato il tempo di incontrarsi, o di perdersi definitivamente. Sullo sfondo c’è una Roma caotica e inattesa, carica di sensazioni e sorprese, e intorno a loro amici in movimento continuo, e adulti sempre alla ricerca dei propri sogni. È l’energia che gli Sfiorati spargono per la città, eroi di una generazione che ha avuto tutto, senza mai afferrare niente davvero: per sorridere, ridere e riflettere, su una certa confusione dell’oggi.

Perugia

Gherlinda: 19.20 21.45

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